La personalità di Dante Alighieri tra psicologia e letteratura

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Dante come rappresentante più alto dell’età medievale

Il mondo spirituale di Dante è informato a una profonda concezione religiosa della vita (concezione provvidenziale della storia, ideale della redenzione umana, spirito profetico ecc.). Dante, è in tal senso il rappresentante più alto e più complesso dell’età medievale, con la vastità dei suoi interessi, e con le sue specifiche esigenze religiose (teologiche e mistiche) che avevano trovato i suoi pensatori in S. Tommaso e in S. Bonaventura.

Dante come poeta centrale della sua epoca

Dante seppe appunto, con la sua potente ispirazione, dare voce poetica alla vita multiforme di tutta una civiltà, di tutta un’epoca dello spirito, rinnovando dall’intimo la grande esperienza culturale della cultura classica (Virgilio, Ovidio..) e rispecchiando, nel contempo, le esigenze più vive e gli ideali dell’età comunale (rinnovamento della vita politica e sociale, profondi interessi filosofici e letterari, vigoroso ardore morale, ecc..).

Dante Considerato il poeta dell'”oltretomba”

E’ proprio vero che Dante seppe trascrivere, nel suo accento sublime e nelle immagini intense della sua immortale poesia, gli ideali e le aspirazioni di tutta un’epoca e di tutta l’umanità. Egli fu il poeta dell'”oltretomba” e della giustizia divina, ma fu anche il poeta del mondo terreno, della concreta realtà storica ed esistenziale del vivere umano.

E’ da convenire con il giudizio del De Sanctis, quando afferma che “Dante, entrando nel regno de’ morti, vi porta seco tutte le passioni de’ vivi, si trae appresso tutta la terra.. nel regno de’ morti si sente per la prima volta la vita del mondo moderno.

Alcuni cenni sulla vita privata e sociale di Dante Alighieri

Dante nacque a Firenze nel maggio del 1265 da Alighiero e da Donna Bella, che morì presto, quando il poeta era ancora bambino. Il padre si risposò e diede a Dante due fratellastri: Francesco e Tana. A nove anni Dante conobbe Beatrice, figlia di Folco Portinari: la rivide dopo nove anni e se ne innamorò perdutamente, contemplandola come una donna ideale e scrivendo per lei numerose poesie di delicata impronta Stilnovistica.

Ma Beatrice, sposatasi con Simone De Bardi, morì nel giugno 1290, a soli 24 anni, lasciando Dante in uno stato di estrema desolazione e di profondo dolore. Dopo un episodio di depressione psicologica, e forse anche di vita dissipata, conseguente alla morte di Beatrice, Dante trovò infine conforto nella meditazione interiore e nel continuo approfondimento degli studi e dell’attività culturale.

Gli studi di filosofia e l’approfondimento della cultura classica

E’ questo il momento in cui, dopo i primi studi di grammatica e di retorica, Dante affrontò decisamente gli studi di filosofia, frequentando la scuola dei Francescani nel convento di Santa Croce, e quella dei Domenicani nel convento di Santa Maria Novella ed approfondì la propria cultura classica.

Risale forse a questo periodo il matrimonio del poeta con Gemma Donati, da cui ebbe vari figli: Jacopo, Pietro, Antonia e forse un Giovanni. Nel 1289 Dante prese parte alle imprese militari del suo comune e combatté nelle schiere a cavallo, tra i feditori nella battaglia di Campaldino, in cui i Guelfi Fiorentini ottenner una decisiva vittoria. Durante lunghi anni, quindi, Dante prese parte alla vita pubblica e per questo fu anche mandato in esilio, per svariate ragioni politiche e sociali.

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