Elaborazione dell’informazione: (una guida completa)

5/5 - (2 votes)

Elaborazione dell’informazione: (una guida completa)

L’approccio dell’elaborazione dell’informazione in psicologia

L’approccio dell’elaborazione dell’informazione (Hip) è principalmente un approccio allo studio del pensiero e della memoria con i relativi metodi di indagine, nel quale ci si chiede cosa fa un bambino quando affronta un compito, quali processi intellettivi adopera ed in che modo questi processi cambiano in funzione dell’età.

L’approccio Hip nasce nel solco della rivoluzione legata all’intelligenza artificiale, rifacendosi alle simulazioni dell’intelligenza su computer e ritenendo la mente umana simile ad un computer. Questa metafora del computer è oggi molto utilizzata in psicologia ed è risultato molto utile per studiare le facoltà cognitive, in particolare il linguaggio, la memoria, l’apprendimento e altre attività del cervello.

Infatti, la mente umana elabora e manipola in diverso modo le informazioni provenienti dall’ambiente o che sono conservate nella memoria, ad esempio codificandole, ricodificandole, combinandole, conservandole o recuperandole dalla memoria. Tutte queste attività vengono eseguite anche proprio da un computer.

Di fondamentale importanza secondo questo approccio è l’analisi del compito cognitivo, ovvero l’analisi dell’esecuzione, contemporanea o in successione, di un certo numero di operazioni spesso indipendenti tra di loro.

Costruendo modelli molto precisi e dettagliati di una prestazione, è possibile creare programmi grazie ad i quali un computer è in grado di eseguire quella prestazione. Vi sono ovviamente delle limitazioni in questo processo di elaborazione, ovvero un soggetto può avere delle limitazioni a prestare attenzione ad un elevato numero di unità di informazione simultaneamente.

Ad esempio, se un compito richiede di mantenere nella mente 5 unità di informazione contemporaneamente, ma quel particolare individuo riesce a tenerne in mente soltanto 4, si crea un sovraccarico cognitivo che impedirà a quella persona di eseguire bene il compito.

Ovviamente il cervello umano ha delle limitazioni nel prestare attenzione a troppi eventi contemporaneamente e così il cervello si sovraccarica. Esiste una modalità chiamata “multitasking” che consente di svolgere più attività in contemporanea ma in ogni caso sono limitate le capacità di attenzione e di memoria quando i compiti sono eccessivamente impegnativi.

Confronto tra l’approccio Piagetiano e l’approccio Hip dell’informazione

Nello spiegare lo sviluppo cognitivo l’approccio dell’elaborazione dell’informazione pone l’enfasi sulla prestazione piuttosto che sulla competenza, vede i cambiamenti nell’intelligenza come quantitativi e lo sviluppo come continuo.

Gli aumenti quantitativi non determinano trasformazioni qualitative ed inoltre la natura dei processi cognitivi non cambia in funzione dell’età. Secondo questo approccio le capacità cognitive sono “specifiche per dominio” e quindi vi possono essere molte intelligenze piuttosto che un’unica intelligenza ed inoltre pone l’enfasi su “come” si sviluppa l’intelligenza e non su “cosa” si sviluppa.

E’ facile quindi notare che l’approccio Hip si presenta come un’alternativa alla teoria di Piaget, infatti vi si possono riscontrare numerose differenze. Vediamo quali sono le caratteristiche dell’approccio Piagetiano che si pone in contrasto con quello HIP.

Nell’approccio Piagetiano l’enfasi è sulla competenza, su che cosa il bambino sa o non sa fare, vengono sottolineati i cambiamenti qualitativi e le riorganizzazioni profonde della struttura cognitiva in funzione dell’età.

Viene posta un’enfasi sulla discontinuità, piuttosto che sulla continuità e le strutture ed i processi sono generali per dominio, infatti non ci sono intelligenze multiple ma un’unica intelligenza che riguarda il linguaggio, la matematica, la comprensione dello spazio e del tempo. Infine la domanda fondamentale a cui Piaget cerca di rispondere è “che cosa” si sviluppa e non “come” si sviluppa.

Queste teorie sono molto interessanti se si è soprattutto appassionati dei funzionamenti più profondi del cervello, delle modalità con cui il cervello reagisce agli stimoli e ai compiti e alle modalità di esecuzione di queste attività

 

Il bene della conoscenza contro l’ignoranza nei disturbi psicologici

Non combattere il vecchio ma costruisci il nuovo

La nascita del cognitivismo in psicologia

La triangolazione in psicologia: la terza persona tra 2

Silvana Santospirito

Pedagogista, educatrice professionale. Appassionata di cultura generale e aggiornamento. Scrivo per pensare e penso per scrivere, così vengono fuori i miei articoli. La scrittura è espressione dell'anima. Esprimersi sempre, reprimersi mai.

Ti potrebbe interessare anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.