Come addormentare il neonato le tecniche più rapide per tornare a dormire bene

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Come la mamma può addormentare il neonato nel modo migliore

Il genitore è la guida che il bambino segue fin dalla nascita

Quando i genitori cercano di addormentare il neonato cullandolo, o dandogli il biberon, creano un percorso che il bambino andrà a ripetere al momento della nanna. Il bambino acquisisce un questo modo uno schema che andrà a ripetere al momento della nanna. I bambini acquisiscono gli schemi che i genitori mettono in atto anche in modo non intenzionale. Se il genitore ripete sempre le stesse azioni per farlo addormentare il bambino capirà che quello sarà proprio il modo per addormentarsi ogni sera.

E’ importante che il genitore prende in braccio a culla il bambino al momento della nanna. Un buon metodo è quello di posizionare sul petto il neonato poiché questo è il modo più veloce per il piccolo per prendere sonno. Così il neonato imparerà che quando si trova coricato sul petto della mamma è il momento di addormentarsi. La cosa fondamentale è che la mamma insegni un’abitudine al piccolo.

Il genitore deve porsi come guida e insegnante per evitare che il bambino perda il senso di sicurezza. Quindi, i comportamenti del genitore non devono essere casuali. Può succedere che la madre pecchi di inesperienza non riuscendo a porsi come guida o non riuscendo a comprendere le esigenze del figlio. Il bambino già prima della nascita percepisce tutte le emozioni della mamma e già coglie dei segnali dall’ambiente. Si può dire che il bambino già quando si trova nella pancia della mamma capisce tutto.

Il piccolo, infatti, riesce a cogliere le sensazioni e le emozioni attraverso i gesti e la voce. Alla nascita anche le espressioni facciali sono un fattore importante che trasmette emozioni al bambino. Il neonato è già molto emotivo  e per trasmettere serenità è importante che anche i genitori siano sereni. I bambini, infatti, parlano il linguaggio delle emozioni.

Il bambino ha bisogno del genitore non solo dal punto di vista pratico, ma anche affettivo. Il primo bisogno da appagare nel piccolo è la sua necessità di attenzioni e di affetto. Anche per quanto riguarda l’addormentamento mamma e papà devono aiutare il piccolo a rilassarsi. E’ fondamentale che l’ambiente circostante sia sereno e dia un senso di sicurezza. Ulteriori metodi per rilassare il bambino nell’addormentamento sono le coccole, la letture, le carezze, il gioco. 

Con il passare del tempo i genitori imparano sempre meglio le esigenze del piccolo, comportandosi di conseguenza. Tuttavia può succedere che i bambini non dormono tutta la notte ma questo non deve preoccuparci poiché è un fatto fisiologico. I risvegli del bambino possono avere diverse cause come per esempio l’ansia da separazione, dolore dovuto alla dentizione, malattie come il raffreddore, stress, paure ecc.

Il problema comunque non sono i risvegli durante la notte ma la cosa fondamentale per il bambino è la sua capacità di addormentarsi. L’addormentamento autonomo è una capacità che può essere insegnata. Se al bambino non viene insegnato come riaddormentarsi cominciano i risvegli notturni. Quindi, come detto all’inizio dell’articolo, è fondamentale che il genitore faccia da guida nei primi mesi di vita. E’ il genitore che insegna un metodo e lo ripete ogni giorno al momento della nanna.

E’ interessante osservare che i bambini con un problema di pianto non hanno fasi prolungate di sonno durante il giorno, specialmente nelle ore pomeridiane e serali. Inoltre, meno dormono e più piangono. I bambini che strillano in continuazione dormono troppo poco. Anche la psichiatra tedesca Mechthild Papousek, che si è dedicata molto al problema del pianto infantile, sostiene che nei primi tre mesi di vita i bambini dovrebbero tornare a dormire dopo una fase di veglia di un’ora e mezza.

Un bambino che dorme rimanda sensazioni di benessere, ci comunica che ogni suo bisogno è soddisfatto e quindi che sta bene. Il sonno, insieme al cibo, è il comportamento umano più primitivo ed istintivo e per tutta la vita è un segnale del nostro stato d’animo. Le mamme e i papà lo sanno bene perché a loro stessi è successo di vedere alterati i propri ritmi biologici di base, appunto il dormire e il mangiare, in occasione di eventi importanti della propria vita. Il corpo è il primo comunicatore, il primo canale che il bambino usa per conoscere chi si prende cura di lui.

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