Scegli con cura le parole che pronunci a te stesso e agli altri

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Inizio questo articolo con una celebre frase che recita così ““La gentilezza è il linguaggio che il sordo può sentire e il cieco può vedere.” – Mark Twain

Ho scelto questa frase non perché in questo articolo voglio parlare di gentilezza. Vorrei semplicemente esortare chi legge a fare una leggera attenzione a ciò che raccontiamo a noi stessi e agli altri e se in questi racconti aggiungiamo un pizzico di gentilezza possiamo sentirci tutti sicuramente meglio. Ma la gentilezza non è l’unica cosa a cui prestare attenzione. Un importante sguardo va dato anche all’aggressività, al fanatismo, all’arroganza, all’egoismo, alla brama di potere e di supremazia. Questo elenco di realtà appena citate sono realtà da evitare. Ecco perché ho iniziato l’articolo con una citazione sulla gentilezza ma aggiungerei altrettante citazioni sul garbo, sull’attenzione nei confronti del prossimo, ovvero l’attenzione a non ferire, a non voler sopraffare; siamo tutti esseri umani colmi di pregi e anche difetti e questo è giusto.

Tutti sbagliamo e tutti cadiamo in errore così non dobbiamo neanche essere troppo severi con noi stessi e con gli altri. Non esistono errori imperdonabili ma imperdonabili a volte sono le cause che hanno portato all’errore. Per fare un esempio pratico possiamo dire che un tradimento in amore non è imperdonabile ma imperdonabile può essere la causa del tradimento, per esempio il fatto che l’amore della persona tradita non sia corrisposto. Allora se non siamo corrisposti in amore perché sbattere la testa o le nostre parole e sentimenti contro un muro? Così dobbiamo trovare in queste circostanze le parole giuste da dire a noi stessi e alla persona che non ci ama più. Sembra facile utilizzare le parole, le frasi… Sembra facile parlare con la speranza e talvolta la presunzione di essere capiti.. purtroppo molto spesso le parole divengono vittime di interpretazioni ma non soltanto da parte di chi le ascolta, ma anche da parte di chi le pronuncia. Ricordiamoci che quando riceviamo un’offesa, quell’offesa parla molto del mittente e poco del destinatario. Tutto questo perché noi rimandiamo al mondo esterno quello che abbiamo dentro, talvolta inconsapevolmente. Per tutte queste ragioni ho intitolato l’articolo scrivendo che è importante usare con cura le parole che pronunciamo perché con le nostre parole possiamo fare grandi opere oppure grandi disastri. Con le parole possiamo costruire castelli in aria oppure solide basi da cui partire per esplorare con maggiore consapevolezza il mondo in cui viviamo e in cui facciamo esperienza di vita.

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