Le cose che vorrei sapere sul pregiudizio

5/5 - (1 vote)

Le cose che vorrei sapere sul pregiudizio

Cos’è un PREGIUDIZIO e come SUPERARLO

Su cosa si basa un pregiudizio

Un pregiudizio sta alla base di un’esperienza che non è innanzitutto diretta. Secondo la psicologia sociale un pregiudizio è una credenza su cui un individuo o un gruppo attribuiscono delle caratteristiche ad un altro gruppo di persone. Si basa su un sapere indiretto, che è stato tramandato e comunicato da terze persone le quali hanno espresso la propria opinione e hanno colorito il fatto con le proprie credenze.

Le credenze fanno parte di un sapere cosiddetto “popolare”, ovvero il sapere della maggior parte delle persone. Questo non vuol dire che le credenze siano corrette, anzi molte volte proprio la maggior parte delle persone sbaglia. Proprio per questo sono chiamate “credenze”, perché si crede di sapere ma si può facilmente cadere in errore.

Pregiudizio e schemi mentali

I pregiudizi assomigliano molto a degli schemi mentali che si utilizzano per prevedere o per valutare il comportamento di una persona. In questo modo si utilizzano delle scorciatoie mentali secondo cui un individuo che appartiene ad una categoria avrà probabilmente tutte le caratteristiche di quella categoria.

Gli schemi mentali non aiutano il ragionamento e soprattutto non aiutano a scoprire la verità. Uno schema è innanzitutto un limite, proprio perché limita nella visione e nella comprensione della realtà. Ognuno dovrebbe giudicare un evento in base alla propria esperienza personale e diretta, offrendo il proprio punto di vista e la propria opinione.

Ovviamente un pregiudizio non si basa su una conoscenza di tipo scientifico ma spesso si rivela una valutazione scorretta e rigida che non dice molto sull’altro. E’ proprio la rigidità una caratteristica del pregiudizio, ovvero quella difficoltà nel cambiare opinione, la difficoltà di farsi una propria personale idea.

Se paragoniamo una persona ad una categoria probabilmente non consideriamo tutte le differenze che potrebbero esserci tra le varie persone e arriviamo ad una credenza errata.

Molti pregiudizi derivano dalla cultura di appartenenza e vengono trasmessi socialmente, talvolta in maniera scorretta. Un pregiudizio ha infatti una connotazione negativa poiché si tratta di un preconcetto che non si basa su una reale conoscenza. La cultura è cara e sacra, in particolare quella di appartenenza, ma non tutte le “voci di popolo” dicono il vero sulle cose.

Spesso ci facciamo un’idea su una persona senza conoscerla direttamente e sbagliamo spesso la nostra valutazione, basandoci su voci e opinioni comuni.

Anche il nostro comportamento si può quindi modificare e attuare in base a dei pregiudizi. Per superare un pregiudizio è fondamentale innanzitutto domandarsi se si conoscere in prima persona e in maniera diretta il fatto o la persona in questione.

Solo sulla base di una reale conoscenza si può superare un pregiudizio e ci si può mettere sulla strada del vero e del giusto. Tante volte nutrire un pregiudizio verso qualcun altro può portare anche sofferenza alla persona in oggetto.

Rompere gli schemi mentali che ci siamo costruiti a volte può esserci di aiuto. Il pregiudizio è sempre il frutto di schemi mentali diffusi che distorcono la verità e la realtà dei fatti.

Sforzarsi di fare dei ragionamenti per proprio conto senza seguire l’opinione comune può aiutare a trovare maggiore aderenza con la realtà e può allenare la mente a pensare e ragionare.

Quindi, se vuoi farti un’idea veritiera su qualcuno domandati innanzitutto: “ci ho mai parlato di persona?”, “conosco i suoi interessi, i suoi atteggiamenti?”, “conosco la sua storia e le sue vicende?”…ecc. Soltanto sulla base di queste domande e risposte possiamo farci un’opinione vera e reale di una persona o anche un gruppo di persone.

Una mente elastica, giovane e fiorente evita i pregiudizi e preferisce coltivare e produrre un proprio pensiero sulla base di esperienze dirette senza seguire la maggioranza e le voci comuni.

Più abbiamo paura del giudizio e più ci sentiremo giudicati

La paura del giudizio in adolescenza e età adulta: le catene della mente

Pensare male è meglio di non pensare affatto

Il conformismo e la capacità di adeguarsi ma distinguersi

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.