La teoria di vygotskij sul pensiero e il linguaggio

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La teoria di vygotskij sul pensiero e il linguaggio

Tra gli anni 20 e 30 lo psicologo russo Lev Semenovic Vygotskij elaborò una complessa teoria psicologica basata sul presupposto che lo sviluppo della psiche è connesso con gli stadi dello sviluppo socio-economico (teoria storico-culturale). La sua opera più importante fu “Pensiero e Linguaggio.”

Secondo lo psicologo russo la mente non è altro che il rispecchiamento delle condizioni materiali fondamentali. Su queste l’essere umano, che agisce consapevolmente verso fini concreti, può intervenire per modificarle e trasformarle. Il linguaggio è l’espressione principale della vita psichica umana ed è alla base dei processi della coscienza. I processi psichici superiori sono pensiero, linguaggio e memoria. Questi non hanno un’origine naturale ma sociale. Per spiegarli bisogna uscire dall’ambito dell’organismo e cercare le loro radici nei rapporti tra gli uomini, nelle condizioni della storia sociale.

Per Vygotskij anche la creatività è una forma particolare di comunicazione. Gli aspetti più caratteristici dell’individualità e della soggettività possono essere compresi solo nella dimensione sociale dell’essere umano e nella storia della cultura.

Negli anni 60 in Unione Sovietica si diffuse l’espressione “scuola storico-culturale” per indicare gli psicologi che si riferivano alla teoria sviluppata da Vygotskij sullo sviluppo psichico infantile e ne continuavano l’elaborazione. La teoria storico-culturale di Vygotskij fu verificata in numerose ricerche empiriche. Il primo campo di indagine riguardò lo sviluppo dei processi cognitivi del bambino. Lo stato di partenza del bambino è quello del funzionamento pre-culturale e primitivo che è immediato, diretto e naturale.

In particolare negli ultimi anni della sua vita Vygotskij mise in evidenza che gli strumenti semiotici utilizzati dal bambino sono transpersonali in due modi diversi, ma correlati. Primo, sono acquisiti dal bambino nel contesto delle interazioni sociali gerarchiche. Sono interazioni con altre persone di maggiore esperienza. Secondo, gli esseri umani nascono in un mondo socio-culturale in parte già definito dai sistemi di significati sociali storicamente derivati.

Secondo Vygotskij, quindi, durante lo sviluppo la natura umana non si socializza semplicemente, ma è trasformata dalla storia e dalla società incorporate nel sistema vero dei segni attraverso cui l’uomo dà un senso alla sua esperienza e alle sue azioni.

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