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Il fascino dell’educare e del gioco

Educare i nostri bambini, crescerli nel modo giusto, non è assolutamente un compito facile, ma con un pò di riflessione e di saggezza si possono ottenere splendidi risultati. Educare vuol dire sopratutto “tirare fuori”, ovvero portare in superficie le potenzialità dell’individuo. Quindi, l’atto di educare è ben lontano dall’imporre comportamenti, idee, valori, modelli.

Per educare nel modo corretto bisogna fare in modo che i valori, le idee, le azioni vengano fuori spontaneamente; compito del genitore è assistere il bambino durante la sua crescita e di vegliare quasi come un angelo senza esercitare eccessive pressioni o eccessiva invadenza.

educare.

Affetto e accoglienza

Essenziale per la crescita e per la corretta educazione del bambino è, innanzitutto, ricevere affetto, cure e attenzioni e compito del genitore è creare le condizioni adatte allo sviluppo affettivo, emotivo, sociale e morale. La famiglia è, quindi, per il bambino il primo spazio in cui egli esercita le sue abilità sociali ed è fondamentale, fin dai primi anni di vita, far sentire il bambino accolto e ben accettato. Per fare in modo che il bambino si senta accolto, bisogna innanzitutto dedicargli del tempo. Quel tempo che dedichiamo al nostro bambino, che riserviamo esclusivamente per lui, è del tempo prezioso ed essenziale.

Cosa vuol dire educare?

  • Dedicare del tempo all’ascolto, all’osservazione dei nostri figli, trascorrere del tempo giocando. Attraverso il gioco vengono trasmessi molti valori importanti ed essenziali e, inoltre, è una forma fondamentale di espressione delle potenzialità del bambino. Educare vuol dire, quindi, lasciare spazio alla libertà, ma entro determinati limiti.
  • Compito del genitore è fare in modo che il bambino comprenda che esistono dei limiti e che non tutto è permesso. Il concetto del limite è un concetto che va compreso attraverso il dialogo, attraverso il buon esempio e non va semplicemente imposto, perchè attraverso le imposizioni spesso si ottengono gli effetti contrari da quelli desiderati.
  • Per insegnare i valori ai propri figli, è fondamentale che siano innanzitutto i genitori a crederci veramente e per trasmettere i sani principi è importante ragionare insieme ai propri figli. Il processo di crescita è un processo che prevede anche tanti errori ed è compito del genitore quello di vegliare sul proprio figlio e aiutarlo a trovare la giusta strada da percorrere.
  • Attraverso l’amore e la dedizione, il dialogo e il confronto, il genitore prepara il terreno adatto a far fiorire il proprio figlio, a far nascere in lui l’amore per la vita, per se stesso e per gli altri. Educare, quindi, vuol dire illuminare, mostrare al figlio i possibili sentieri da percorrere, lasciando però a lui la scelta.
  • Lasciare possibilità di scelta, lasciare che il bambino sviluppi autonomamente il proprio modo di essere, il proprio modo di pensare, nella sua originalità e nella sua unicità.
  • Educare vuol dire accompagnare, essere presenti, avere un abbraccio pronto al momento del bisogno, superare insieme le difficoltà. E’ proprio nei momenti di difficoltà che il genitore deve far sentire maggiormente la sua presenza. Educare vuol dire trovare le parole giuste che arrivano alla mente e al cuore, che sanno consolare ma che sanno anche tirare fuori la forza e la grinta giusta per affrontare il mondo.

Parole di un genitore…

Un genitore dovrebbe semplicemente dire al proprio figlio “affrontiamo tutto insieme, non c’è bisogno di aver paura perchè con te ci sono io e dunque non devi mai sentirti solo”. Sembrano parole banali, ma in realtà dette da un genitore acquistano un’importanza inestimabile e possono veramente rincuorare nei momenti difficili. Educare è, quindi, un’azione che viene direttamente dal cuore di un genitore, che seguendo il proprio istinto, non ha bisogno di troppe spiegazioni.

 

LA BELLEZZA DEL GIOCO:

Per qualsiasi bambino che sta crescendo, giocare è un’attività fondamentale. Il gioco avvicina il bambino all’immaginazione, lo aiuta a creare, riflettere, fantasticare. Il bambino in grado di giocare sia da solo che in compagnia di altri bambini, è un bambino che cresce sano e felice. Il gioco, inoltre, è un’importantissima occasione di socializzazione, aiuta il bambino ad entrare in contatto con l’ambiente e a comunicare con gli altri.

Imparare a collaborare…

Giocare aiuta a provare emozioni positive, insegna le regole dello stare insieme, aiuta la scoperta e l’interazione. I bambini che giocano insieme imparano a collaborare, ad aiutarsi a vicenda, imparano lo spirito di squadra e questi sono insegnamenti fondamentali per la vita futura. Dunque, il gioco è un apprendimento spontaneo, informale, ma non per questo meno importante degli apprendimenti formali che vengono impartiti nelle strutture educative. Giocando vengono esercitate diverse tipologie di capacità, sia fisiche sia intellettive.

Gioco e esplorazione

In molti casi il gioco è anche ragionamento, è distinzione tra buono e cattivo, tra vero e falso, tra ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Giocando i bambini tirano fuori le proprie risorse, le mettono in pratica e ne traggono soddisfazione. I bambini più piccoli, giocando, esplorano l’ambiente, iniziano ad orientarsi, iniziano ad osservare e riflettere. Per i bambini il giocare è un vero e proprio momento magico, è il momento in cui nascono le idee, le intuizioni. Inoltre giocando il bambino impara anche a metabolizzare i dispiaceri, ad elaborarli e a trasformali in risorse.

La curiosità

Altro elemento fondamentale nel bambino è la curiosità,  la quale determina il piacere e la voglia di conoscere, di apprendere cose nuove. I bambini imparano a conoscere se stessi ed il mondo che li circonda proprio giocando ed è quindi dovere dei genitori, degli insegnanti, degli educatori dare l’opportunità al bambino di giocare, di sperimentare e sperimentarsi.

Una mente creativa

Avere una mente creativa è una risorsa e questa va coltivata fin dall’infanzia. L’infanzia è una fase della vita delicata, che va protetta e rispettata. E’ un diritto fondamentale del bambino quello di poter giocare, di poter esprimersi. Durante l’infanzia non vi è limite alla fantasia, non vi è limite al sognare, non vi è limite all’immaginazione e alla creatività. L’attività del gioco è un’attività che va salvaguardata, che non deve mai essere negata ad un bambino, essendo un nutrimento per la mente e un’occasione di crescita fondamentale. Un bambino che non gioca è come una farfalla senza ali, quindi lasciamo liberi i nostri bambini di volare alto, liberi di coltivare la loro creatività.

 

Una ricerca di libertà dentro e fuori

La mente infantile secondo Piaget

La zona di sviluppo prossimale di Vygotskij

https://www.treccani.it/vocabolario/educare/

Pubblicato da Silvana Santospirito

Amante della scrittura e della psicologia; animalista che crede fortemente nei diritti di tutti gli esseri viventi; amante anche della musica, in particolare del pianoforte. Laureata in scienze dell'educazione e della formazione e laureanda in scienze pedagogiche. Spero di trasmettere positività e buon umore attraverso gli articoli di questo blog.