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Ossitocina, l’ormone dell’amore: 4 ruoli inaspettati

Ossitocina, l’ormone dell’amore: 4 ruoli inaspettati

L’essere umano ha bisogno di affetto, dell’ormone dell’amore: l’ossitocina

Tutti noi siamo esseri bisognosi di affetto e amore e abbiamo la necessità di ricevere attenzioni e premure dagli altri, soprattutto da chi dice di volerci bene. E’ stata studiata scientificamente l’esistenza di un ormone che viene prodotto dall’organismo in alcune circostanze particolari, ovvero quando ci sentiamo amati; durante un abbraccio o un bacio viene prodotta una buona quantità di quest’ormone, infatti, è chiamato anche “ormone delle coccole”. Esso è necessario per molte funzioni psicologiche, ma sembra avere un ruolo importante anche nel mantenimento della corretta salute dell’organismo.

Cos’è l’ossitocina?

L’ossitocina è chiamato anche “ormone dell’amore” e viene secreto in condizioni in cui ci si sente al sicuro e, quindi, in momenti in cui non si prova paura; non è un ormone solo femminile, infatti, viene prodotto anche negli uomini e ha degli effetti molto positivi sulla salute dell’organismo. Mente e corpo sono strettamente collegati e quando avviene qualcosa di spiacevole nella mente, quando abbiamo pensieri negativi e stressanti il corpo ne risente. Il corpo e la salute risentono anche della mancanza di amore e attenzioni. Ci sono diverse motivazioni per cui l’ormone dell’amore risulta indispensabile ed è un toccasana per la salute. Scopriamo le sorprendenti funzioni dell’ossitocina all’interno dell’organismo umano.

 

ormone dell'amore

Funzioni dell’ossitocina nell’essere umano

L’ossitocina ha alcune funzioni che non ci aspettiamo descritte di seguito:

  • Ci rende calmi e rilassati. Quando ci troviamo in un luogo in cui ci sentiamo a nostro agio, dove non proviamo timori o ansie e siamo circondati di persone fidate, il nostro corpo produce ossitocina rendendoci più calmi e anche più socievoli. Sufficienti dosi di ossitocina nel sangue, infatti, aiutano anche ad avvicinarsi maggiormente agli altri, a stringere legami di amicizia e di amore. Lo sviluppo della socializzazione è importante fin da bambini, ma è indispensabile anche negli adulti, i quali cercano costantemente di creare legami duraturi ed efficaci; i legami duraturi danno un senso di stabilità e di sicurezza e fanno sentire la persona amata e protetta.
  • L’ormone dell’amore facilita l’assorbimento dei nutrienti, andando a favorire la riparazione del corpo. La presenza di ossitocina, infatti, facilita l’irrorazione degli organi e l’ossigenazione e il nutrimento dei tessuti. Quest’ormone, quindi, aiuta anche l’assorbimento delle vitamine e di tutte quelle sostanze indispensabili al nutrimento e all’equilibrio psico-fisico dell’organismo.
  • Ci rende più aperti e creativi. Quest’ormone facilita le relazioni, portando la persona ad avere maggiore premura degli altri. Anche la creatività viene favorita dalla presenza di ossitocina; la persona che si sente amata e voluta bene dagli altri è più portata a sviluppare nuove idee, interessi e nuovi progetti di vita. Gli interessi sono alla base di una vita sana e ricca, aiutano a tenere la mente attiva e allontanano i pensieri negativi e disturbanti.
  • Abbassa la pressione sanguigna e i battiti cardiaci. Inoltre, fa sentire meno dolore in caso di traumi e riduce il livello di ansia. Molto spesso i malesseri e l’ansia provengono proprio dalla sensazione di non essere amati, dalla paura di rimanere soli. Quando ci troviamo in buona compagnia, quando riusciamo ad interagire serenamente con gli altri si alzano i livelli di ormone dell’amore (ossitocina) e questo ci porta una sensazione di benessere e appagamento.

 

ormone dell'amore ossitocina.

 

Le funzioni del sonno e i disturbi

Cosa può comportare un’infanzia difficile?

Come ritrovare la motivazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Ossitocina

Emancipazione emotiva dai genitori: guida definitiva

Emancipazione emotiva dai genitori: un passo importante

L’emancipazione emotiva dai propri genitori non sempre risulta semplice. Anche se loro fanno di tutto per crescerci nel migliore dei modi e per darci i migliori esempi possibili, sono sempre esseri umani che sbagliano, anche senza volerlo e inconsapevolmente.

Sentiamo spesso di persone che si lamentano della famiglia nella quale sono cresciute, che hanno risentimenti nei confronti del padre o della madre. In alcuni casi si può trattare di una visione errata delle cose, ma altre volte potrebbero avere ragione.

I genitori: esseri perfetti ?

Sicuramente la guida e l’esempio di un genitore sono tesori preziosi, ma non sempre sono così perfetti come ci aspettiamo. Crescendo rimaniamo delusi delle imperfezioni dei nostri genitori, degli errori che hanno compiuto. Durante l’infanzia, infatti, ci creiamo un’immagine di loro magnifica e perfetta, che viene poi distrutta completamente, o in parte, più avanti nel tempo.

Emanciparsi emotivamente dagli errori dei propri genitori è il segreto per intraprendere la strada della felicità interiore. Bisogna, però, saper riconoscere che i genitori cercano sempre di tirare fuori il loro massimo per noi figli, ma talvolta lo fanno nel modo sbagliato.

Perdonare è il primo passo…

La prima tappa è il perdono. Soltanto perdonando possiamo andare avanti a cuore leggero e sereno. Successivamente bisogna rimboccarsi le maniche e far fronte alle difficoltà che ci troviamo difronte.

L’errore di molti genitori è, spesso, quello di dare tanto a livello materiale, senza avere il tempo, la calma e la saggezza di insegnarci alcuni valori fondamentali e senza farci comprendere cosa sia veramente l’affetto. Ciò non vuol dire che loro non provano affetto e amore nei confronti dei figli, ma semplicemente non possiedono gli strumenti giusti per trasmetterlo nel modo corretto.

Denaro o affetto? genitori

Ricoprire di regali, oggetti, denaro, senza dare una buona dose di attenzioni a livello affettivo è, il più delle volte, errato. Le persone che hanno vissuto carenze affettive all’interno della famiglia, tenderanno, durante la vita adulta, a cercarlo al di fuori di essa. Lo cercheranno tra gli amici, dal partner di turno, tante volte inconsapevolmente.

E’ difficile ammettere e riconoscere le carenze affettive subite all’interno della propria famiglia e questo porta la persona a sentirsi ancora più smarrita, senza una ragione. Inoltre, le dinamiche che si sono create tra genitori e figli, molte volte tendono a ripresentarsi con i partner durante la vita adulta.

Modificare le dinamiche errate…

Emanciparsi a livello emotivo vuol dire proprio imparare a modificare quelle dinamiche affettive errate che vi si trovano all’interno della famiglia. Per fare un esempio concreto, una persona che ha ricevuto dai genitori solo ricchezze materiali, tenderà a trovare un partner che farò lo stesso. Probabilmente quella persona si sentirà sempre insoddisfatta e con una mancanza profonda, senza rendersi conto che quello di cui ha bisogno è proprio l’affetto. Quel bisogno di affetto, così difficile da riconoscere, è proprio la risposta al senso di vuoto di molte persone.

Le dinamiche familiari sono difficili da interpretare e comprendere, ma riflettere su di esse è un buon modo per iniziare a conoscere meglio anche se stessi.

Ricerca di affetto e sbagli…

La persona che cerca l’affetto spesso non se ne rende conto e sbaglia, dunque, anche nella scelta del partner. Per emanciparsi dai genitori non è necessario andare lontano, cambiare città o continente, neanche necessariamente casa. L’emancipazione emotiva è un fatto interiore, che non dipende dallo spazio e dal tempo. A qualsiasi età, infatti, è possibile compiere questo passo importante e non importa se può sembrare tardi, è sempre possibile un risveglio e una comprensione.

La colpa si trova sempre a metà strada…

Se in alcune circostanze tendiamo a dare la colpa delle nostre sofferenze ai genitori, bisogna comprendere che la colpa si trova sempre a metà strada tra noi e loro. Anche se i genitori agiscono in buona fede e con amore, possono sempre fare degli sbagli. Arriva, dunque, un momento nella vita in cui bisogna riconoscere l’amore, l’aiuto e il supporto dei genitori, ma anche i loro errori, per vivere un’esistenza più consapevole.

Anche agli errori dei genitori, dunque, c’è soluzione; del resto, a tutto esiste sempre una soluzione se si vuole trovarla veramente.

 

genitori

 

La bellezza del rapporto tra madre e figlio

La debolezza e i suoi lati positivi secondo il Taoismo

https://it.wikipedia.org/wiki/Emancipazione

 

Risorse che ti aiuteranno a comprendere la tua anima

Fare una carezza alla propria anima

Cosa vuol dire fare le carezze alla propria anima? Perchè è così importante e quali sono le modalità con cui riuscirci?

L’attenzione alla propria salute fisica non basta per prendersi cura di se stessi sotto tutti gli aspetti; certo, un corpo in salute è sicuramente un buon inizio per sentirsi bene. Purtroppo, però, sono tante le persone, che pur avendo un organismo apparentemente sano, soffrono di disturbi o disagi a livello psichico.

Si sente spesso di persone che si lamentano in continuazione, che non accettano la propria vita e che non apprezzano ciò che hanno; a volte, in queste persone, manca la capacità di farsi le carezze, di rispettare e trattare con delicatezza la propria anima; essa è sede di desideri, sensazioni, emozioni, sogni e ha bisogno di essere coltivata, proprio come i fiori di un giardino, che hanno bisogno di acqua e tanta luce.

Parole che possono fare bene all’anima…

Alcune parole che potrebbero aiutare nelle situazioni di disagio e che farebbero veramente bene al cuore e all’anima, sono le seguenti:

  • “Io vado bene così come sono, non c’è nulla da cambiare, ma c’è molto da valorizzare e apprezzare. Dentro di me ci sono già tutte le risorse che mi occorrono, posso farcela e ce la farò”.
  • “Sono il risultato delle mie vittorie e delle mie sconfitte e questo è già un ottimo traguardo. Le sconfitte, in particolare, sono quelle che mi hanno fortificato e mi hanno insegnato ad accettare anche i dispiaceri”.
  • “Io sono sano e sto benissimo. Dentro di me c’è già la persona che desidero essere. I miei disturbi e i miei disagi sono solo una parte di me, ma c’è tanto altro di positivo che attende di venire fuori”.
  • “Le mie imperfezioni sono la mia forza, perchè mi rendono unico e mi danno modo di lavorare su di me, per migliorarmi giorno dopo giorno, tirando fuori il massimo da me stesso”.

L’anima vuole essere accarezzata, vuole essere trattata con dolcezza, ma spesso non si fa altro che maltrattarla. Accade spesso che ci autosabotiamo, considerandoci poco capaci nelle attività che svolgiamo e poco meritevoli di riconoscimenti e stima. Il segreto sta nel trattarsi con affetto, rispettandosi e avendo fiducia.

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Comprensione: cibo per la nostra anima

Spesso ci critichiamo, siamo severi con noi stessi e questo non fa altro che ostacolarci e limitarci. L’anima non sopporta la severità e la critica eccessiva, ma preferisce la comprensione e l’accettazione. Anche la fretta è nemica dell’anima; essa ha i propri tempi, ha bisogno di pazienza e non tollera le forzature.

Secondo il noto filosofo del nostro passato Lucio Anneo Seneca “non esiste alcun bene duraturo all’infuori di quello che l’animo trova dentro di se”. Un’anima che sta in pace con se stessa, è la base solida per una vita serena e soddisfacente. Partendo da una base di benessere e di amore verso se stessi, tutto il resto arriva in automatico, non vi è la necessità di pensarci troppo.

Rispettare i tempi del proprio essere

I pensieri ossessivi e invadenti sono altri nemici dell’anima. Quando ci affanniamo a trovare delle risposte, pretendendo di averle subito, non rispettiamo i tempi del nostro essere. L’ossessività dei pensieri porta grande disagio, confusione e non ci permette di ragionare con lucidità.

E’ importante dedicare uno spazio della propria vita alla spiritualità, in cui cerchiamo di conoscerci meglio e di scoprire le nostre infinite possibilità. Uno sguardo alla propria interiorità ci permette di vivere con maggiore stabilità e consapevolezza.

Tutti possono fare carezze alla propria anima, nessuno escluso

A qualsiasi età è possibile iniziare a fare le carezze alla propria anima, infatti, non è mai troppo tardi. Anche una persona che non ha mai dato peso alla spiritualità o che l’ha sempre tenuta lontana dalla propria vita, può cominciare a dedicarsi ad essa.

L’anima, anche quando è ferita, trova sempre il modo di andare avanti e di fare spazio a nuove gioie della vita, se noi glielo permettiamo. Siamo noi, infatti, a decidere di concederci una seconda possibilità. Spesso crediamo che siano gli eventi esterni, la casualità, il destino a muovere e influenzare la nostra esistenza.

In realtà, siamo noi i veri protagonisti e permettiamo agli eventi di scoraggiarci e fermarci. Dovremmo invece trarre beneficio e insegnamento dai momenti che ci pongono difronte a degli ostacoli, perchè è proprio in quelle circostanze che tiriamo fuori le nostre abilità e risorse più profonde.

Quando l’anima è sana e forte, ci sono tutti i presupposti per costruire progetti di vita e inseguirli con coraggio e convinzione. Inoltre, quando alla base della nostra esistenza c’è un’ anima tenace e coraggiosa, non c’è bisogno di porsi troppe domande, perchè tutto arriva al momento giusto, tutto scorre e va come deve andare.

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Come migliorare la qualità di vita

Sull’idea di natura: il pensiero degli antichi

https://it.wikipedia.org/wiki/Anima

I benefici chiave di avere un fratello o una sorella

La fortuna di avere un fratello o una sorella

PERCHE’ CHI HA UN FRATELLO O UNA SORELLA POSSIEDE UNA FORTUNA? QUALI SONO LE DINAMICHE CHE SI CREANO NELLA RELAZIONE FRATERNA?

La psicologia ha sempre mostrato interesse nella relazione tra fratelli e sorelle e ci sono diverse teorie che ne analizzano le dinamiche. Un fratello è una persona che appartiene allo stesso nucleo familiare e quindi condivide con noi una realtà fondamentale ed è sopratutto una persona che conosce tutti i nostri più intimi segreti.

Un fratello ha le nostre identiche origini…

Crescere con un fratello è una vera fortuna, è un affetto importante ed è una persona con cui si può essere pienamente se stessi. Sapere che esiste un’altra persona che ha le nostre identiche origini e condivide con noi un legame di sangue così forte costituisce una vera ricchezza. E’ affascinante il rapporto tra due fratelli perchè hanno le stesse radici, condividono valori, gioie familiari, ma anche in alcuni casi difficoltà e traumi. Hanno ricevuto la stessa educazione, gli stessi insegnamenti e conservano un bagaglio di ricordi che porteranno nel cuore ovunque decideranno di andare.

La famiglia e i fratelli sono un punto di riferimento

Anche nei momenti di lontananza un fratello può essere sempre vicino con il cuore e il solo pensiero può portare felicità e sostegno. La famiglia e quindi i fratelli che vi appartengono rappresentano un punto di riferimento e un porto sicuro a cui si può sempre fare ritorno, trovando accoglienza e calore umano.

 

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I conflitti tra fratelli

I fratelli sperimentano la collaborazione e la conflittualità. Anche i conflitti tra fratelli sono un’importante occasione per imparare a gestire le relazioni sociali che purtroppo non sempre risultano semplici.

Secondo lo psichiatra Salvador Minuchin (1921-2017) la relazione tra fratelli costituisce un vero e proprio “laboratorio sociale” in cui possono cimentarsi nelle relazioni tra coetanei. Il rapporto tra fratelli permette ai figli di appoggiarsi, imparare l’uno dall’altro, cooperare e competere.

Il confronto e la gelosia

I fratelli possono confrontarsi tra loro, traendo vantaggio dai loro scambi. Anche la gelosia che talvolta si crea nel rapporto fraterno è un’occasione per imparare a convivere con gli altri e per apprendere che esistono anche delle rinunce, che non tutto è esclusivamente nostro. La gelosia e la rinuncia devono però essere riconosciute e metabolizzate per evitare che si trasformino in sofferenza. Sopratutto quando i fratelli sono piccoli devono intervenire i genitori a gestire le dinamiche del loro rapporto, devono accogliere i conflitti e discuterne con i figli.

Avere fratelli non è solo una fortuna di quando si è bambini, ma lo è anche durante l’età adulta. I fratelli si offrono aiuto reciproco, si sostengono, condividono anche occasioni di divertimento, ritornando a volte bambini. Un fratello è una persona su cui si può sempre contare, pronta ad offrire un sostegno morale nei momenti difficili.

Un legame affettivo importante…

Anche se spesso i fratelli sviluppano diverse caratteristiche, attitudini, qualità, interessi etc., riescono sempre a trovare quel punto d’incontro per ricordarsi del loro legame affettivo, raccontandosi le loro diverse esperienze. Tra i fratelli esistono quindi sia somiglianze sia differenze, ma la bellezza sta proprio nella diversità che li porta ad accrescere le proprie conoscenze e ricchezze.

 

fratello.

Con un fratello si possono condividere un’infinità di esperienze, non solo nell’ambito della famiglia, ma anche al di fuori, egli è infatti un amico speciale.

Secondo una celebre frase del filosofo Antistene di Atene (444 a.C.-365 a.C.) “quando due fratelli vanno d’accordo, nessuna fortezza è così solida come la loro vita in comune”. E’ una frase che rispecchia fortemente la realtà, infatti il legame fraterno è insostituibile e quando è forte e sincero rappresenta una fortuna inestimabile. I fratelli si conoscono così bene che non possono nascondere i loro stati d’animo, entrano così in sintonia che si comprendono anche con uno sguardo o un gesto.

Rispetto e stima alla base del rapporto fraterno

Nel rapporto fraterno non mancano certamente i momenti di litigi e incomprensioni, ma con il rispetto e la stima e trasportati dall’affetto che provano l’uno per l’altro possono superare insieme qualsiasi difficoltà, imparando anche da questi momenti. Quindi i fratelli imparano a tollerarsi, a rispettarsi e aiutarsi fin da bambini e questo rappresenta un insegnamento fondamentale per la vita adulta.

 

La bellezza del rapporto tra madre e figlio

Il legame di amicizia: sviluppo

fratello.

Tutti meritiamo un percorso spirituale

https://it.wikipedia.org/wiki/Fratello

Scopri il segreto per educare al meglio tuo figlio

Il fascino dell’educare e del gioco

Educare i nostri bambini, crescerli nel modo giusto, non è assolutamente un compito facile, ma con un pò di riflessione e di saggezza si possono ottenere splendidi risultati. Educare vuol dire sopratutto “tirare fuori”, ovvero portare in superficie le potenzialità dell’individuo. Quindi, l’atto di educare è ben lontano dall’imporre comportamenti, idee, valori, modelli.

Per educare nel modo corretto bisogna fare in modo che i valori, le idee, le azioni vengano fuori spontaneamente; compito del genitore è assistere il bambino durante la sua crescita e di vegliare quasi come un angelo senza esercitare eccessive pressioni o eccessiva invadenza.

Il fascino dell'educare
Il fascino dell’educare

Affetto e accoglienza

Essenziale per la crescita e per la corretta educazione del bambino è, innanzitutto, ricevere affetto, cure e attenzioni e compito del genitore è creare le condizioni adatte allo sviluppo affettivo, emotivo, sociale e morale. La famiglia è, quindi, per il bambino il primo spazio in cui egli esercita le sue abilità sociali ed è fondamentale, fin dai primi anni di vita, far sentire il bambino accolto e ben accettato. Per fare in modo che il bambino si senta accolto, bisogna innanzitutto dedicargli del tempo. Quel tempo che dedichiamo al nostro bambino, che riserviamo esclusivamente per lui, è del tempo prezioso ed essenziale.

Cosa vuol dire educare?

  • Dedicare del tempo all’ascolto, all’osservazione dei nostri figli, trascorrere del tempo giocando. Attraverso il gioco vengono trasmessi molti valori importanti ed essenziali e, inoltre, è una forma fondamentale di espressione delle potenzialità del bambino. Educare vuol dire, quindi, lasciare spazio alla libertà, ma entro determinati limiti.
  • Compito del genitore è fare in modo che il bambino comprenda che esistono dei limiti e che non tutto è permesso. Il concetto del limite è un concetto che va compreso attraverso il dialogo, attraverso il buon esempio e non va semplicemente imposto, perchè attraverso le imposizioni spesso si ottengono gli effetti contrari da quelli desiderati.
  • Per insegnare i valori ai propri figli, è fondamentale che siano innanzitutto i genitori a crederci veramente e per trasmettere i sani principi è importante ragionare insieme ai propri figli. Il processo di crescita è un processo che prevede anche tanti errori ed è compito del genitore quello di vegliare sul proprio figlio e aiutarlo a trovare la giusta strada da percorrere.
  • Attraverso l’amore e la dedizione, il dialogo e il confronto, il genitore prepara il terreno adatto a far fiorire il proprio figlio, a far nascere in lui l’amore per la vita, per se stesso e per gli altri. Educare, quindi, vuol dire illuminare, mostrare al figlio i possibili sentieri da percorrere, lasciando però a lui la scelta.
  • Lasciare possibilità di scelta, lasciare che il bambino sviluppi autonomamente il proprio modo di essere, il proprio modo di pensare, nella sua originalità e nella sua unicità.
  • Educare vuol dire accompagnare, essere presenti, avere un abbraccio pronto al momento del bisogno, superare insieme le difficoltà. E’ proprio nei momenti di difficoltà che il genitore deve far sentire maggiormente la sua presenza. Educare vuol dire trovare le parole giuste che arrivano alla mente e al cuore, che sanno consolare ma che sanno anche tirare fuori la forza e la grinta giusta per affrontare il mondo.

Parole di un genitore…

Un genitore dovrebbe semplicemente dire al proprio figlio “affrontiamo tutto insieme, non c’è bisogno di aver paura perchè con te ci sono io e dunque non devi mai sentirti solo”. Sembrano parole banali, ma in realtà dette da un genitore acquistano un’importanza inestimabile e possono veramente rincuorare nei momenti difficili. Educare è, quindi, un’azione che viene direttamente dal cuore di un genitore, che seguendo il proprio istinto, non ha bisogno di troppe spiegazioni.

 

Il fascino dell'educare
Il fascino dell’educare

LA BELLEZZA DEL GIOCO:

Per qualsiasi bambino che sta crescendo, giocare è un’attività fondamentale. Il gioco avvicina il bambino all’immaginazione, lo aiuta a creare, riflettere, fantasticare. Il bambino in grado di giocare sia da solo che in compagnia di altri bambini, è un bambino che cresce sano e felice. Il gioco, inoltre, è un’importantissima occasione di socializzazione, aiuta il bambino ad entrare in contatto con l’ambiente e a comunicare con gli altri.

Imparare a collaborare…

Giocare aiuta a provare emozioni positive, insegna le regole dello stare insieme, aiuta la scoperta e l’interazione. I bambini che giocano insieme imparano a collaborare, ad aiutarsi a vicenda, imparano lo spirito di squadra e questi sono insegnamenti fondamentali per la vita futura. Dunque, il gioco è un apprendimento spontaneo, informale, ma non per questo meno importante degli apprendimenti formali che vengono impartiti nelle strutture educative. Giocando vengono esercitate diverse tipologie di capacità, sia fisiche sia intellettive.

Gioco e esplorazione

In molti casi il gioco è anche ragionamento, è distinzione tra buono e cattivo, tra vero e falso, tra ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Giocando i bambini tirano fuori le proprie risorse, le mettono in pratica e ne traggono soddisfazione. I bambini più piccoli, giocando, esplorano l’ambiente, iniziano ad orientarsi, iniziano ad osservare e riflettere. Per i bambini il giocare è un vero e proprio momento magico, è il momento in cui nascono le idee, le intuizioni. Inoltre giocando il bambino impara anche a metabolizzare i dispiaceri, ad elaborarli e a trasformali in risorse.

La curiosità

Altro elemento fondamentale nel bambino è la curiosità,  la quale determina il piacere e la voglia di conoscere, di apprendere cose nuove. I bambini imparano a conoscere se stessi ed il mondo che li circonda proprio giocando ed è quindi dovere dei genitori, degli insegnanti, degli educatori dare l’opportunità al bambino di giocare, di sperimentare e sperimentarsi.

Una mente creativa

Avere una mente creativa è una risorsa e questa va coltivata fin dall’infanzia. L’infanzia è una fase della vita delicata, che va protetta e rispettata. E’ un diritto fondamentale del bambino quello di poter giocare, di poter esprimersi. Durante l’infanzia non vi è limite alla fantasia, non vi è limite al sognare, non vi è limite all’immaginazione e alla creatività. L’attività del gioco è un’attività che va salvaguardata, che non deve mai essere negata ad un bambino, essendo un nutrimento per la mente e un’occasione di crescita fondamentale. Un bambino che non gioca è come una farfalla senza ali, quindi lasciamo liberi i nostri bambini di volare alto, liberi di coltivare la loro creatività.

Il fascino dell'educare
Il fascino dell’educare

 

Una ricerca di libertà dentro e fuori

La mente infantile secondo Piaget

La zona di sviluppo prossimale di Vygotskij

https://www.treccani.it/vocabolario/educare/

Cosa Wikipedia non ti può dire riguardo tuo figlio

Cosa Wikipedia non ti può dire riguardo tuo figlio

La bellezza del rapporto tra madre e figlio: l’importanza di questo legame indissolubile

Il rapporto tra madre e figlio è una delle magie della vita che lasciano tutti increduli e senza parole. Non si può spiegare la felicità che la madre prova crescendo il proprio figlio e mettendolo sulla strada del bene. Ci sono sguardi che durano un attimo, ma restano vivi nel cuore per l’eternità.

Uno di questi è quello di un figlio che guarda con gli occhi dell’innocenza la propria mamma e la ringrazia silenziosamente per tutto quello che lei fa per lui.

L’innocenza degli occhi di un bambino riesce a sciogliere il cuore di chiunque, in particolare quello della propria madre. Il rapporto tra i due è così incredibile che la mamma, grazie al suo istinto, riesce a comprendere i bisogni e i desideri del figlio anche se lui non proferisce parole e questo è un vero incantesimo inspiegabile.

madre e figlio
madre e figlio

Di fronte alle difficoltà, una madre non si perde mai d’animo fronteggiandole con tutta la propria forza e vigore. Una madre sufficientemente buona è sempre pronta a raccogliere dentro di se le ansie e le paure del figlio trasformandole in speranza e serenità.

Secondo lo psicologo inglese Donald Winnicott (1896-1971) la madre “sufficientemente buona” è una madre che, nonostante sia imperfetta (del resto come la natura di tutti gli esseri umani), riesce ad essere presente a livello affettivo e sa fornire le necessarie cure e attenzioni al figlio al momento giusto.

Il ruolo della madre è quindi un ruolo affascinante, soprattutto perchè è una persona che ha imparato a prendersi cura di se stessa e riesce a prendersi cura di qualcun altro. Il ruolo del genitore non è mai stato un ruolo semplice, ma di fronte ad un figlio bisogna avere il coraggio di mettere da parte i propri bisogni rendendo primari i suoi.

Da parte sua, il bambino è un essere bisognoso di amore e di cure e le cerca con tutto se stesso e, con il suo aspetto tenero e delicato, riesce a procurarsi le attenzioni che cerca.  Qualsiasi rapporto umano è uno scambio reciproco, ma quello tra  madre e figlio è lo scambio più colmo di ricchezze e di magie. Essa, davanti al proprio figlio sa tirare fuori un’infinità di risorse nonostante la stanchezza e lo stress.

Rapporto tra madre e figlio: una madre empatica

COSA CARATTERIZZA UNA MADRE EMPATICA? COME PUO’ UNA MADRE RISPONDERE CORRETTAMENTE AI BISOGNI E ALLE NECESSITA’ DEI FIGLI? VEDIAMO INSIEME ALCUNE CARATTERISTICHE DI UNA MADRE EMPATICA…

 

  1. Una madre empatica è sicuramente una madre che sa fermarsi ad ascoltare, sa dedicare tempo al figlio per capire quali sono i suoi disagi, le sue incertezze, sa individuare le richieste nascoste anche dietro uno sguardo. E’ una mamma, quindi, che non si ferma alla superficialità, ma arriva a comprendere i bisogni più profondi del proprio figlio.
  2. E’ una madre che si domanda il perchè dei comportamenti insoliti, non limitandosi a rimproverare, ma fermandosi a ragionare col figlio sulle proprie azioni, cercando di portarlo sulla via del bene. E’, quindi, una persona  attenta e vigile ai cambiamenti di umore, sa riconoscere quando il figlio è triste e cerca di trovare il modo giusto per risolvere le problematiche che si sono presentate nella sua vita.
  3. Una madre empatica non usa mai un linguaggio aggressivo, ma pesa le parole per non ferire il figlio. Essa sa, quindi, tenere in considerazione la sensibilità ed anche la giovane età, sa che lui non ha il suo stesso livello di esperienza e adatta i discorsi alle capacità di comprensione del piccolo.
  4. La madre empatica riesce a mettersi nei panni del figlio, gioisce con lui e si dispiace delle esperienze negative. Essa è una persona che sa riconoscere gli stati psicologici, le emozioni, le sensazioni dei propri figli e sa rispondere con affetto e cure alle sue necessità.
  5. Sa provare amore autentico, nutre il proprio figlio di emozioni positive, gli insegna l’arte della vita essendo forte delle sue maggiori esperienze.  è sempre pronta a trasmettere il proprio insegnamento, il proprio aiuto, intervenendo quando ce n’è il bisogno, mettendosi gradualmente da parte quando il figlio ha imparato a destreggiarsi tra le difficolta’.
  6. Riesce a trovare le parole giuste per consolare nei momenti difficili, riesce ad accogliere i pianti del figlio e riesce sempre ad asciugargli le lacrime. Essa capisce, però, anche quando è il momento di lasciarlo da solo a riflettere sui suoi errori e mancanze.
  7. Sa trasmettere sicurezza, conferendo forza e sostegno. Il sostegno del genitore è fondamentale per un bambino o un adolescente che sta crescendo, il genitore deve infatti essere sempre presente, ma senza invadere gli spazi.
  8. Non vizia il proprio figlio, ma gli fa comprendere la giusta misura delle cose. Una madre empatica sa anche dire di no, spiegando al figlio le sue valide ragioni. Il segreto sta nel dialogo pacifico e nel saper trasmettere affetto e attenzioni in maniera responsabile.
  9. Sa quando è il momento di lasciare spazi di libertà, in modo che il figlio si senta libero di esprimersi e sperimentarsi, di fare esperienze di vita ed apprendere gradualmente l’arte di vivere con gioia e ottimismo.

L’AFFETTO DELLA MAMMA nel rapporto tra madre e figlio

L’affetto svolge un ruolo veramente fondamentale e cruciale. Fin dai primi giorni di vita, e anche nella vita intrauterina, il bambino impara a riconoscere la voce della propria mamma e a distinguerla dalle altre.

E’ quindi importante, fin dai primi giorni di vita parlare con il proprio bambino per metterlo nelle condizioni adatte ad apprendere il linguaggio e i vocaboli della propria lingua.

Il viso della mamma è uno dei primi che il bambino memorizza nella propria mente e anche le espressioni facciali sono di fondamentale importanza, perchè un viso che trasmette sicurezza e felicità è ben diverso da uno che trasmette paura, ansia, tristezza etc. le espressioni facciali e l’umore della madre quindi sono importanti per il corretto sviluppo psichico del bambino.

L’affetto e le cure aiutano il bambino a sentirsi sicuro e protetto, amato e accudito. E’ fondamentale per il bambino sentirsi amato perchè l’amore della propria madre lo farà crescere sano e sicuro di sè, accrescerà la sua autostima e lo farà sentire forte.

E’ importante ritagliare dei momenti della giornata in cui la mamma si dedica completamente al bambino donando con dolcezza e serenità il proprio tempo al piccolo, giocando e leggendo con lui. I bambini sono come spugne e assorbono facilmente le dolci, tenere e affettuose parole della madre, che lo faranno sentire coccolato e amato. Ricopriamo quindi i nostri bambini di affetto e cure, trasmettendo loro i giusti valori e stabilendo il giusto rapporto tra madre e figlio.

 

rapporto tra madre e figlio
madre e figlio

 

Le cure materne essenziali e una madre sufficientemente buona

L’adolescenza, un’ età dalle grandi potenzialità ma anche difficoltà

Social e cyberbullismo: un fenomeno in crescita

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Le cure materne essenziali e una madre sufficientemente buona: Winnicot e la relazione madre-bambino

La psicoanalisi contemporanea: il “dopo Freud”

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Le uniche risorse di cui le donne avranno bisogno

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