Chi era il maggiore esponente del comportamentismo?
Tra gli esponenti maggiori del comportamentismo troviamo lo psicologo Watson. Lo studioso era molto interessato agli esperimenti sul comportamento umano e tra le sue ricerche troviamo l’esperimento del piccolo Albert.
Secondo il comportamentismo, la psicologia scientifica doveva focalizzarsi sul comportamento osservabile e quindi lasciar perdere concetti astratti di difficile interpretazione come pensieri e stati mentali.
L’esperimento del piccolo Albert
Nell’esperimento del piccolo Albert lo psicologo Watson voleva studiare un’emozione molto comune agli uomini, ovvero la paura. La paura è un’emozione molto antica, nata proprio da quando è nato l’uomo. In età primitiva serviva agli uomini per accorgersi dai pericoli e proteggersi. Quindi, la paura è proprio una delle emozioni fondamentali dell’essere umano.
Watson nel suo esperimento dimostrò che la paura può essere addirittura indotta e generalizzata. Per la sua ricerca prese un bambino neonato di 9 mesi; pare che questo bambino fosse un figlio di una donna che lavorava nell’ospedale dove studiava Watson.
In cosa consisteva l’esperimento?
L’esperimento consisteva nel presentare al bambino un ratto bianco. Watson e i suoi colleghi osservarono che inizialmente il bambino non aveva assolutamente nessuna paura del ratto, anzi voleva avvicinarsi e toccarlo. Successivamente gli sperimentatori associarono un rumore metallico molto forte e spaventoso a ogni avvicinamento del bambino al ratto bianco.
Il piccolo Albert, che inizialmente non aveva alcuna paura di avvicinarsi al ratto, dopo lo stimolo spaventoso del rumore metallico, cominciò a temere il ratto bianco, quindi ad averne una vera e propria paura.
Successivamente Watson e colleghi studiarono anche che il bambino a quel punto aveva paura anche di altri stimoli simili, come per esempio un coniglio o altri oggetti che gli assomigliavano. Questo fenomeno è stato chiamato “generalizzazione”.
Il progetto teorico di Watson e la sua ambizione
Il progetto teorico di Watson era molto ambizioso: sosteneva che l’ambiente e l’apprendimento avessero un ruolo enorme nello sviluppo del comportamento.
Oggi questo esperimento, che era stato compiuto nel 1920, non viene più considerato una ricerca scientifica affidabile. Il comportamentismo di quell’epoca è stato superato, o meglio sono state effettuate tante ulteriori ricerche che hanno in qualche modo modificato alcune teorie.
Oggi, infatti, si pensa che Albert era solo un bambino, troppo piccolo. Inoltre, lo studio riguardava un singolo caso e non era stato esteso ad un numero sufficiente di partecipanti. Quindi, il campione della ricerca era strettamente limitato. In più, essendo il bambino un neonato di 9 mesi, non sappiamo quanto forte fosse la paura.
Il parere della sperimentazione moderna
Detto tutto questo, la sperimentazione moderna richiede misurazioni molto più precise. Il famoso schema ratto —> paura potrebbe essere molto più complicato.
In tutto ciò oggi sorgerebbe un problema etico enorme. Infatti, esperimenti di questo genere difficilmente vengono eticamente accettati ed effettuati. Albert era solo un neonato e in più gli era stato insegnato a provare paura. Si trattava di una paura indotta e non è certo etico far spaventare un neonato, anche perché quell’emozione negativa può rimanere impressa nella mente del bambino. Infatti, i neonati a quell’età sono come spugne che assorbono tutti gli stimoli ambientali e li interiorizzano facilmente.
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