Il teorico più influente nella storia dello sviluppo infantile è Jean Piaget. Piaget si è occupato a fondo dello studio dello sviluppo del bambino, infatti è uno dei maggiori studiosi che ha gettato le basi della psicologia dello sviluppo, in precedenza chiamata “psicologia dell’età evolutiva”.
Piaget ha unito i suoi interessi per la zoologia e l’epistemologia. L’epistemologia è la branca della filosofia che si occupa delle origini della conoscenza. Così, Piaget sviluppò una nuova scienza che chiamò epistemologia genetica. Definì questa scienza come lo studio sperimentale dell’origine della conoscenza.
Che cosa studiava Piaget con l’epistemologia genetica? Piaget ha studiato come si sviluppa l’intelligenza, quali sono i processi alla base e come il bambino struttura la propria conoscenza del mondo interno ed esterno.
Il bambino possiede degli schemi interiori di conoscenza che dovrà poi “adattare” e modificare in base agli stimoli che riceve dal mondo esterno e i base alle esperienze che gli giungono sul campo.
Come si sviluppa l’intelligenza secondo Piaget?
Secondo Piaget semplicemente tutta l’attività intellettiva è intrapresa con un obiettivo ben preciso: produrre un’armoniosa e equilibrata relazione tra i processi del proprio pensiero e l’ambiente. Il bambino non è un passivo recettore delle influenze ambientali, ma è bensì attivo costruttore della propria conoscenza. Infatti, Piaget era un costruttivista, secondo cui l’intelligenza è una facoltà che si allena e si costruisce.
L’equilibrio cognitivo e il bambino come esploratore attivo
Uno stato di cose così equilibrato viene chiamato “equilibrio cognitivo” e il processo che si mette in atto per acquisirlo è chiamato “equilibrazione”.
Piaget sottolineò che i bambini sono esploratori attivi e curiosi costantemente messi alla prova da nuovi stimoli ed eventi che non riescono a comprendere immediatamente. Credeva che questi disequilibri tra il modo di pensare dei bambini e gli eventi dell’ambiente li spingessero a compiere aggiustamenti mentali in modo da affrontare nuove esperienze sfidanti. Ogni nuova esperienza aiuta il bambino ad adattare i propri schemi mentali preesistenti al nuovo assetto del mondo esterno.
La teoria di Piaget del modello interazionista
L’idea di Piaget dell’intelligenza è un modello “interazionista”. Questo implica che le discrepanze tra i propri schemi mentali interni, ovvero le conoscenze esistenti, e l’ambiente esterno stimolino l’attività cognitiva e la crescita intellettiva.
Quindi, Piaget descrive il bambino come un costruttivista.; ovvero, un individuo che agisce su nuovi oggetti ed eventi e perciò acquisisce una certa comprensione delle loro caratteristiche. La costruzione della realtà dei bambini dipende dalla conoscenza che hanno a disposizione. Quindi, più è immaturo il sistema cognitivo del bambino, più sarà limitata la sua interpretazione di un evento.
Come si sviluppa la cognizione secondo Piaget?
Secondo Piaget, la cognizione si sviluppa attraverso un raffinamento e una trasformazione di strutture mentali e schemi. I bambini conoscono il loro mondo attraverso i propri schemi mentali. Cosa sono gli schemi mentali? Gli schemi sono il mezzo attraverso il quale i bambini interpretano e organizzano l’esperienza.
Come i bambini costruiscono e modificano i loro schemi intellettivi?
I bambini costruiscono e modificano gli schemi intellettivi attraverso due processi: l’assimilazione e l’accomodamento.
L’assimilazione è il processo attraverso il quale i bambini tendono a interpretare esperienze nuove secondo i modelli esistenti di mondo, gli schemi che già possiedono. Quindi, i bambini “assimilano” le esperienze in base a ciò che già comprendono e conoscono. Questo processo di assimilazione è poi complementare ad un processo successivo, ovvero l’accomodamento.
L’accomodamento è il processo che consiste nel modificare strutture esistenti in modo da giustificare le esperienze nuove. Quindi, il bambino mette in discussione i propri schemi mentali interni per adattarsi alle nuove esperienze del mondo esterno.
Piaget riteneva che l’assimilazione e l’accomodamento funzionassero insieme per promuovere la crescita cognitiva.
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