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Il sorprendente parere di Umberto Galimberti

Il parere di Umberto Galimberti sulla società attuale e sui giovani

Analizziamo in questo articolo il parere e l’analisi di Umberto Galimberti, filosofo, giornalista e psicoanalista dei nostri tempi sulla nostra società e sui giovani.

Galimberti e la critica alla società odierna

Il filosofo ha un generale parere pessimistico sulla società attuale tanto da definirla età nel Nichilismo. Si parte dall’analisi delle famiglie in cui il bambino nasce e cresce e vi è una generale critica nei confronti della società odierna in cui manca il tempo materiale per stare accanto ai figli e accompagnarli nella dura sfida della crescita. Troppo presi dal lavoro, dalle faccende economiche, dagli impegni i genitori lasciano crescere i figli senza le dovute attenzioni e tutele.

Galimberti e l’adolescenza

A partire dall’adolescenza, secondo il filosofo, i giovani si trovano in grande difficoltà per svariate motivazioni; innanzitutto in questa fase della vita non è ancora stata raggiunta la piena maturazione e il controllo degli impulsi; i lobi frontali soltanto all’età di 20 anni raggiungeranno il pieno sviluppo e questa zona del cervello è proprio quella responsabile della razionalità e del controllo. Il giovane adolescente non è ancora in grado di operare delle scelte, di controllare le proprie pulsioni e si trova in balie delle proprie emozioni, talvolta negative.

Il futuro non è una promessa

Il giovane adolescente, quindi, non riesce ad avere un’idea razionale della vita e soprattutto vede il futuro non come una promessa e come un qualcosa su cui fare affidamento e speranze, ma vede piuttosto dinanzi a sé un grande problema dal quale tende a fuggire. Fuggendo il giovane si rifugia in un presente assoluto senza fare progetti e speranze per le fasi di vita successive. La vita si risolve in un vivere “alla giornata” senza uno scopo per il quale vivere e impegnarsi.

Galimberti definisce questa età come età del Nichilismo, ovvero assenza di scopi, assenza di riposte ai perché e svalutazione di tutti i valori.

perche’ impegnarsi se il futuro e’ incerto?

Il giovane si chiede perché debba impegnarsi nella vita se dopo non c’è una realtà promettente e uno scopo preciso da raggiungere. Il giovane non è motivato, manca proprio la motivazione essenziale per andare avanti e perseguire degli scopi.

In casi più gravi il giovane si chiede proprio il senso del suo stare al mondo in mancanza di una motivazione valida. Basti pensare a quanto sia alto il tasso di suicidi in Italia ogni anno. Grandi responsabilità hanno la famiglia e la scuola. Molte famiglie non si sono ben adattate a questi rapidi cambiamenti nel mondo.

i primi anni di vita e le mappe emotive e cognitive

Secondo la psicoanalisi Freudiana e secondo le neuroscienze proprio nei primi tre anni di vita si formano le mappe emotive che guidano la conoscenza del mondo nel bambino. Ci si chiede se i genitori hanno cura dei bambini in questa delicata fase di formazione delle mappe emotive e cognitive. Accade spesso che in una famiglia siano entrambi i genitori a lavorare e questo rende difficile seguire il figlio nella sua crescita.

Accade spesso che di fronte a delle richieste del bambino i genitori non rispondano correttamente a causa della mancanza di tempo, a causa del lavoro e quando i genitori non rispondono a tali richieste il bambino prova una forte frustrazione, una perdita di autostima, un’incrinatura della propria identità.

L’identità non si forma con il semplice stare al mondo ma è piuttosto il prodotto di una relazione sociale e le prime relazioni sociali sono proprio quelle che si hanno in famiglia. L’identità è un fatto sociale e non un fatto naturale, da qui nasce la necessità di attenzione nei confronti del piccolo della famiglia.

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Che cosa preoccupa i giovani sul loro futuro? Un’intervista

Il futuro preoccupa i giovani e sembra essere una minaccia

La società appare sempre più caotica e confusa e noi ci troviamo spaesati difronte ad una forte perdita dei valori e degli ideali. Il noto filosofo Umberto Galimberti definisce la nostra epoca come “età del Nichilismo” proprio a causa della pesante mancanza di valori e di cultura. 

Secondo il noto filosofo noi non siamo felici ma piuttosto sempre più preoccupati. I genitori, in particolare, sono sempre più in apprensione per il futuro dei figli. Galimberti ritiene che i nipoti saranno ancora più in difficoltà a causa soprattutto di una situazione economica incerta e difficile. Il futuro non appare più ai giovani come una promessa ma piuttosto il futuro sembra essere una minaccia.

Ai giovani mancano le motivazioni: il futuro preoccupa i giovani

Il futuro, le aspettative, le speranze dovrebbero motivare i giovani ad adoperarsi e produrre qualcosa di significativo; purtroppo, però, i giovani sono sempre più sfiduciati e non riescono più a riporre speranza in una realtà futura che sembra riservare il nulla.

A causa di questa forte sfiducia i ragazzi ricorrono sempre più spesso all’uso di droghe e al consumo di alcool. Si ricerca sempre di più un piacere effimero e superficiale quasi a non voler pensare a tutti i problemi di cui si è circondati. Il rifugio nelle droghe e nell’alcool crea ancora più disorientamento, problemi di salute e di disadattamento.

Caduta dei costumi e adolescenza perenne

Il filosofo Galimberti denuncia in particolare la totale caduta dei costumi e degli ideali della società e questo fenomeno sta mettendo in crisi le nuove generazioni; è così che il futuro preoccupa i giovani. Viene inoltre denunciata l’esistenza di un’adolescenza perenne che non si interrompe mai; gli adulti stentano a prendersi le proprie responsabilità non riuscendo così a trovare un proprio posto nella società. L’assunzione di responsabilità appare oggi come un compito arduo a cui molti sfuggono volentieri.

 

futuro.La debolezza si fa sentire fortemente

La debolezza è esperienza sempre più diffusa; Galimberti definisce la popolazione Italiana e anche quella Europea come il popolo più debole della Terra. E’ difficile pensare oggi come oggi che possa nascere qualcuno che abbia le stesse potenzialità di grandi letterati, artisti, poeti del passato. Il passato, dunque, sembra essere un luogo migliore dove vi erano maggiori speranze di una vita felice e dignitosa, invece, il futuro preoccupa i giovani.

I modelli trasmessi dai media sono sempre più discutibili e sono spesso privi di insegnamenti e di valori. Gli adolescenti si trovano privi di punti di riferimento stabili e duraturi. Anche le famiglie oggi sono sempre più divise ed allargate e i vissuti di solitudine sono sempre più numerosi.

Prestare attenzione ad un futuro che preoccupare i giovani è sempre più necessario

Diventa sempre più importante prestare attenzione alla propria salute psicologica e fare attenzione anche ai contesti di vita. La società, insieme alla scuola e alla famiglia, dovrebbe impegnarsi a promuovere la salute sotto tutti i punti di vista. La salute, infatti, non è solo assenza di malattie ma è molto di più. Sarebbe importante promuovere il sano “stare insieme” per non lasciare nessuno solo difronte a difficoltà così evidenti come quelle che si sono presentate nella società di oggi.

il futuro preoccupa i giovani. futuro.

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L’adolescenza: (una guida per principianti)

L’adolescenza, un’ età dalle grandi potenzialità ma anche difficoltà

Una fase di vita particolare

L’adolescenza è sicuramente un’età particolare, tanto ricca di potenziale ma anche tanto dura da affrontare. Tutti noi adulti abbiamo vissuto l’adolescenza,  ma abbiamo tutti visioni completamente diverse di quello che siamo stati da adolescenti. Infatti, ognuno ha un vissuto del tutto personale di quella fase di vita. In generale, per la maggior parte degli individui, questa fase risulta particolarmente difficile. Perché l’adolescenza è un’età così complicata e delicata?

Adolescenza e inizio della pubertà

L’adolescenza coincide con l’inizio della pubertà e continua fino al raggiungimento dell’età matura. Basta soffermarsi sul significato della parola “pubertà” per rendersi conto del momento complicato che il giovane si trova difronte.
Il corpo cambia, inizia a cambiare la voce, cambiano le esigenze, i bisogni. L’immagine corporea è un punto di riferimento importante per l’individuo e quando questa cambia si posso riscontrare difficoltà nel riconoscersi. Il giovane, quindi, si trova difronte durissime sfide: accettare i cambiamenti del proprio corpo, lasciare andare con un po’ di malinconia l’età dell’infanzia, mettere via i giochi e partire per una ricerca della propria identità e del proprio ruolo all’interno della società.
adolescenza.

La formazione dell’identità all’interno della società

È proprio la formazione dell’identità che mette in crisi il ragazzo, il quale deve capire e scegliere chi vuole diventare; non è poco tutto questo. È l’inizio della formazione della persona adulta la quale, con le unghie e con i denti, deve cercare di affermarsi e farsi sentire come soggetto attivo e partecipante all’interno del contesto di vita in cui si trova.

La comparsa di nuovi bisogni

Il/la giovane adolescente deve fare i conti con nuovi bisogni, con un nuovo mondo tutto da scoprire. La scoperta dell’altro sesso e dei nuovi sentimenti che si provano sconvolgono completamente la vita dell’adolescente. Pian piano si inizia a dare una spiegazione a quei cambiamenti fisiologici che riguardano sia il corpo che la mente. La vita cambia, le prospettive cambiano, le necessità cambiano. La scuola e il giro di amicizie permettono al giovane di socializzare e di conoscere, perché no, anche il primo amore. La tempesta ormonale, le richieste da parte della società, le aspettative dei genitori, l’impegno scolastico, sono tutti fattori che vanno a creare un caos enorme nella mente del giovane.

Tante, troppe richieste da parte del mondo esterno

A quante richieste e pretese si trova a dover rispondere quel ragazzino che fino a pochi mesi prima era solo un bambino! Le fasi di passaggio non sono mai semplici e richiedono un notevole sforzo e tanta calma. Ma sono proprio la calma e la saggezza che talvolta mancano al giovane; queste sono, infatti, caratteristiche dell’età adulta. Egli dovrà affrontare il mondo con occhi nuovi, dovrà improvvisare all’inizio! Non ha nessun copione e nessuna preparazione di base per destreggiarsi nel nuovo mondo. Il giovane procederà per tentativi ed errori…quanti errori! Ma non ha nessuna colpa e proprio da quegli errori dovrà formarsi la propria persona. Sono proprio gli sbagli che permettono alla persona di crescere e sperimentarsi.

Le infinite possibilità

Il giovane che parte alla scoperta del mondo si troverà di fronte infinite possibilità e opportunità. Nella maggior parte dei casi ha fin troppa scelta riguardo le attività da intraprendere e da portare avanti. Il giovane inizia a crearsi degli scopi di vita, dei progetti e inizierà a trovare il proprio senso dello stare al mondo. All’adolescente non mancano potenzialità e capacità, ma dovrà essere abile nel metterle in pratica e trasformarle in qualcosa di concreto e significativo.

 

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Come riuscire a affrontare i cambiamenti scolastici quando si è bambini

Affrontare i cambiamenti scolastici

COSA ACCADE AGLI ADOLESCENTI QUANDO SI TROVANO AD AFFRONTARE DEI CAMBIAMENTI SCOLASTICI? COME POSSONO AFFRONTARLI AL MEGLIO? COME POSSIAMO AIUTARLI?

Ci troviamo in alcune fasi della vita chiamate “fasi di transizione”, ovvero momenti in cui ci troviamo a dover passare da una realtà ad una nuova e affrontare dei cambiamenti. Affrontare i cambiamenti spaventa e ci mette in uno stato di incertezza. La paura del nuovo è molto comune, spesso si preferisce rimanere nella propria zona di comfort e lasciare le cose inalterate.

Alcune volte le transizioni sono obbligatorie, ad esempio, un adolescente che passa dalle scuole medie al liceo non può fare a meno di affrontare questo cambiamento. Sarà proprio la voglia di crescere, la voglia di imparare cose nuove, la voglia di fare nuove amicizie che porterà il ragazzo ad affrontare con grinta il passaggio alla nuova realtà scolastica.

La curiosità e la voglia di imparare sono fondamentali per un ragazzo che affronta nuove fasi del suo sviluppo ed è compito dei genitori, degli educatori e degli insegnanti accompagnare l’adolescente alla scoperta di nuove realtà educative.

cambiamenti scolastici
cambiamenti scolastici

Le figure educative di riferimento aiutano il ragazzo a orientarsi, ad avere fiducia nelle proprie capacità e lo guidano nel suo cammino gettando un raggio di luce sulle sue difficoltà e su suoi timori.

A rendere difficile il passaggio al livello scolastico successivo è sicuramente il maggiore carico di lavoro che implica, le difficoltà nell’apprendere contenuti più ampi e complessi, ma ci sono difficoltà anche a livello psicologico.

A scuola l’adolescente si trova ad affrontare nuovi insegnanti e nuovi compagni e la socializzazione può essere difficile se non viene sufficientemente stimolata e orientata. Le figure educative hanno il compito di promuovere gli scambi sociali, gli insegnanti devono infatti dialogare con i propri allievi e creare un clima accogliente e stimolante e sopratutto occasioni di confronto e di scambio.

E’ fondamentale che a scuola si crei un clima di fiducia, in cui ogni alunno riesce ad esprimersi serenamente e riesce ad apprendere senza sentirsi a disagio o poco seguito. E’ compito degli insegnanti infatti seguire accuratamente il percorso scolastico dei singoli alunni ed è loro compito rispondere alle necessità e alle richieste di aiuto.

I contenuti didattici devono, infatti, essere adeguati al livello di sviluppo degli allievi e al livello di preparazione e di conoscenze pregresse. Le figure educative devono tener conto anche del contesto culturale da cui provengono gli adolescenti, devono coinvolgere le famiglie e segnalare eventuali problematiche ai genitori.

Gli insegnanti devono impegnarsi a non creare situazioni di discriminazione, infatti, tutti gli allievi devono essere trattati e considerati con la medesima importanza e tutti indistintamente devono essere coinvolti nella vita scolastica, devono essere chiamati a collaborare e a interagire. La scuola deve, quindi, impegnarsi a valorizzare le qualità dei discenti, gli insegnanti devono svolgere il proprio ruolo responsabilmente, con coscienza e con riflessione.

ASPETTI PSICOLOGICI:

Durante lo sviluppo e, quindi, durante il passaggio alle scuole superiori, gli adolescenti si trovano anche a dover fare i conti con una mente ricca di nuove esigenze e con un corpo trasformato. Con la pubertà, infatti, subentrano modifiche sia a livello psicologico sia a livello fisico.

Gli adolescenti devono affrontare numerosi cambiamenti e devono adattarsi a nuove realtà. I genitori devono favorire questo adattamento trasmettendo affetto e prestando attenzione ai figli.  La presenza dei genitori e degli insegnanti è, quindi, fondamentale e deve essere un punto di riferimento, la scuola e la famiglia devono rappresentare, infatti, una sicurezza.

Con il passaggio alla scuola successiva vi è anche un cambiamento di ruolo nella società e l’adolescente si trova a dover fare i conti con un’identità in trasformazione. Alle scuole superiori il ragazzo è cresciuto, ha bisogno di esplorare, di conoscere e di sperimentare.

Le occasioni formative, sia scolastiche sia extrascolastiche (ad esempio associazioni sportive, associazioni di volontariato, scuola di musica, scuola di danza etc.), permettono al ragazzo di fare esperienze, di affermarsi nella società e di integrarsi. Quindi, a livello psicologico l’adolescente ha bisogno di nuovi e numerosi stimoli, ha bisogno sopratutto degli scambi con i pari.

Grazie alle interazioni con i compagni di scuola, con gli amici, grazie allo studio, grazie certamente alla famiglia, l’adolescente supera man mano le difficoltà e si forma gradualmente un’idea di se stesso e si crea una propria identità ed un proprio originale modo di essere.

Le figure educative devono essere, quindi, abili nel tirare fuori la personalità, l’originalità e le risorse dei discenti, devono aiutarli nel lungo e tortuoso percorso scolastico e promuovere lo sviluppo dell’identità. Dunque, il cambiamento è un processo complesso che richiede impegno, tempo e pazienza e prevede l’impiego di numerose risorse, ma proprio gli adolescenti sono colmi di queste risorse e sono dunque all’altezza di affrontare queste difficoltà, con il dovuto sostegno delle figure educative e della famiglia.

Un altro aspetto di cui la scuola deve farsi carico è quello di diffondere ed insegnare l’importanza della solidarietà, che è fondamentale per l’aiuto ed il supporto materiale e morale. Di seguito un breve approfondimento sul concetto di solidarietà.

OBIETTIVO SOLIDARIETA’:

Non si può pensare di vivere da soli in un’universo così infinito. L’uomo è per sua natura un essere sociale, che ha bisogno innanzitutto di comunicare, ha bisogno di interagire al fine di crearsi un obiettivo su questa Terra. Ogni interazione sociale è uno scambio, ma non necessariamente uno scambio di denaro.

Gli uomini da sempre si scambiano idee, opinioni, valori, credenze. Ogni interazione porta giovamento sia a se stessi che agli altri. La solidarietà è un valore fondamentale che tutti gli uomini dovrebbero coltivare, perchè soltanto attraverso l’unione delle forze si possono generare nuove ricchezze per tutti.

Essere solidali vuol dire aiutarsi reciprocamente, sostenersi, essere uniti. Bisognerebbe insegnare ai bambini fin dalla tenera età ad essere solidali con gli altri, a partecipare alla vita della comunità e a dare il proprio piccolo contributo. Se il concetto di solidarietà venisse veramente compreso da tutti, se questo valore venisse veramente coltivato, la nostra società sarebbe sicuramente molto meno problematica.

cambiamenti scolastici
cambiamenti scolastici

Gli uomini continuano ad agire per il proprio tornaconto, per i propri interessi e questo non fa altro che generare disuguaglianza, indifferenza e discriminazione. Essere solidali vuol dire essere accoglienti verso il prossimo, anche quello che viene da lontano, che ci appare diverso, perchè, in fondo, noi siamo solo degli ospiti di questo pianeta e nessun posto della Terra ci appartiene realmente.

Dovremmo imparare ad interagire e a confrontarci sopratutto con chi è diverso da noi, perchè la diversità è la vera ricchezza, la vera risorsa. Bisognerebbe quindi muoversi verso un tipo di società “interculturale” in cui convivono pacificamente diverse culture, etnie, religioni, ideologie.

E’ fondamentale esercitare la solidarietà sopratutto verso chi è più debole, ad esempio verso le persone diversamente abili. Le persone diversamente abili sono particolarmente bisognose di amore e di vicinanza, hanno bisogno di cure ed affetto e a loro volta sono capaci di diffondere tanto amore e gioia.

Questi concetti sono di difficile comprensione per molti giovani adolescenti che continuare a fare discriminazioni e atti di bullismo e violenza fisica e psicologica verso chi si trova in una condizione diversa dalla loro. Il bullismo è un fenomeno che continua a diffondersi e questo sopratutto per una mancanza di educazione civica e mancanza di educazione ai sentimenti e alla moralità.

Bisognerebbe imparare ad essere solidali verso chi soffre, verso chi si trova in situazioni economiche e familiari difficili, verso chi si trova a combattere una malattia. Essere solidali non riempie di gioia soltanto il cuore di chi aiutiamo, ma riempie di gioia anche noi stessi, ci arricchisce, ci fa sentire persone più realizzate e più soddisfatte.

Accogliere le sofferenze degli altri, accogliere la diversità, accogliere le fragilità, riempie di valore le nostre vite e ci rende persone migliori. Tutti noi dovremmo favorire l’incontro con le diverse culture, senza rimanere chiusi nelle nostre convinzioni, aprendo la mente alla novità e al cambiamento.

La solidarietà è una soluzione alla violenza, alla solitudine, agli atti di sopraffazione. Bisogna imparare a camminare insieme agli altri e non affannarsi a superare gli altri. La vera solidarietà sta nel comprendere le emozioni degli altri, provando empatia, stando sempre attenti a non ferire l’altro attraverso le nostre azioni ed il nostro desiderio di potenza.

La solidarietà è, quindi, il mezzo attraverso il quale ci si può fare forza l’uno con l’altro, attraverso cui aprire il proprio cuore all’armonia e alla pace; è il mezzo attraverso il quale si può pensare ad un mondo migliore ed è sopratutto un modo per rendere più ricca e piena di positività la nostra anima e quella degli altri.

 

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Pensi di conoscere la paura del giudizio? Leggi questo articolo

La paura del giudizio in adolescenza e età adulta

Succede molto spesso che le persone nonostante siano libere a livello materiale, sono invece ovunque incatenate. Una mente in catene è una mente che si costruisce una gabbia ovunque si trova. Uno dei motivi per cui le persone si sentono in gabbia è spesso la paura del giudizio altrui. Sentirsi giudicati è una sensazione comune, ma quando questa diventa una paura eccessiva allora si potrebbe trattare di un disturbo di paranoia. La paranoia porta l’individuo a sentirsi continuamente vittima del giudizio degli altri, vittima di ingiustizie, vittima di complotti e il più delle volte senza una reale ed evidente motivazione.

La paura del giudizio
La paura del giudizio

La paranoia è un caso estremo di paura del giudizio, ma in realtà, dentro di noi, tutti proviamo spesso questo timore. Molte circostanze ci portano a non sentirci all’altezza dei compiti che ci vengono assegnati oppure a non sentirci all’altezza del ruolo che ricopriamo.

Nella vita tutti ricopriamo una molteplicità di ruoli diversi e questo ci porta a sentirci continuamente giudicati in tutto ciò che facciamo. Le persone più fragili lasciano che siano gli altri a dare loro un giudizio, a stimare il loro valore, a dargli una valutazione, un parere, un’opinione.

Non c’è nulla di più frustrante di dare agli altri questo potere. Le persone che hanno bassa autostima e che dunque si sentono più deboli, sono continuamente condizionate dagli eventi esterni. Questo condizionamento esterno può portare la persona a continui sbalzi di umore, a sofferenza, a stress. Bisogna fare in modo, dunque, di non permettere al mondo esterno di avere la meglio sul nostro mondo interiore.

Come riuscirci? Una risposta potrebbe essere la fiducia, ovvero soltanto attraverso la fiducia in noi stessi possiamo contrastare i condizionamenti del mondo esterno. Molto spesso, o forse sempre, tendiamo a dare valore ed importanza al giudizio negativo degli altri perchè siamo noi stessi i primi a giudicarci negativamente. Se noi giudichiamo negativamente noi stessi, inevitabilmente ci sentiremo giudicati e additati dagli altri in maniera negativa, è una legge universale, è anche logica.

Ciò che vediamo nella realtà esterna è il più delle volte una proiezione della nostra mente. Noi continuamente proiettiamo sugli altri i nostri stati d’animo, le nostre emozioni, i nostri pensieri, i nostri giudizi. Tutto questo può accadere quando non siamo sufficientemente a contatto con noi stessi, quando non riusciamo a padroneggiare le nostre emozioni ed i nostri stati.

La mente spesso ci inganna, non ci fa vedere la realtà esterna con chiarezza, ci confonde e ci porta ad essere vittime degli eventi. Tutto questo è causa di una sofferenza e paura che non riusciamo a controllare, che non riusciamo a comprendere, dunque è una delle peggiori sofferenze.

Per essere a contatto con se stessi bisogna ascoltarsi, bisogna fermarsi ad ascoltare il proprio cuore, che cosa desidera veramente, che suggerimenti ci dà per stare meglio. E’ proprio il cuore la risposta a tutte queste problematiche. Dobbiamo nutrirci di emozioni positive, stando a contatto con la natura, con i nostri animali, con le persone che amiamo.

La paura del giudizio degli altri si supera credendo nelle proprie capacità , nel proprio valore, apprezzando le proprie personalissime qualità, imparando anche talvolta ad accettare i difetti con serenità. Il mondo esterno, quindi, dipende soltanto dal nostro modo di guardare le cose, dalle nostre personali interpretazioni.

La realtà è una questione di punti di vista e bisogna fare in modo che il proprio punto di vista sia ricco di positività, partendo da una base di fiducia e di autostima.

Ricorda che prima di conquistare il mondo devi innanzitutto conquistare te stesso e soltanto in questo modo andranno via tutte le tue paure.

“IMPERFEZIONI”

Nella società attuale esiste una corsa esasperata alla ricerca della bellezza perfetta, del corpo perfetto, del lavoro perfetto. I giovani sono continuamente esposti ai mass media che trasmettono immagini e modelli di visi impeccabili, corpi esemplari. Questo provoca non pochi complessi e paure negli adolescenti, ma anche negli adulti che arrivano a detestare le proprie imperfezioni.

In realtà la perfezione non esiste in maniera assoluta, tutto è soggettivo e tutto è relativo. Le imperfezioni sono proprio ciò che ci rende unici nel nostro modo di essere, nel nostro modo di esprimerci, nel nostro modo di comportarci e di apparire.

Immaginiamo un mondo in cui tutti siamo perfetti nell’aspetto fisico, nel modo di vestire, nel modo di parlare; sarebbe un mondo incredibilmente noioso, in cui non vi è più distinzione e non vi è più diversità. La bellezza sta proprio nell’essere tutti diversi, nell’essere tutti imperfetti, perchè in realtà siamo tutti imperfetti.

Le imperfezioni sono proprio le caratteristiche che ci distinguono dagli altri, che ci rendono irripetibili e inimitabili. Le imperfezioni sono una fortuna. Spesso in amore si amano proprio i difetti e se qualcuno ama i nostri difetti allora possiamo essere sicuri che quella persona ci ama realmente per quello che siamo e che non vorrebbe cambiarci o sostituirci con nessun altro.

La paura del giudizio
La paura del giudizio

Molte volte le persone non riescono ad accettare le cicatrici sul proprio corpo, considerandole un segno di imperfezione. In realtà quelle cicatrici sono proprio il segno che ce l’abbiamo fatta, che abbiamo superato una difficoltà, un dolore, una malattia. Le cicatrici hanno una storia, sono affascinanti e dovremmo essere orgogliosi di portarle sulla nostra pelle.

Come le cicatrici, anche le rughe hanno un particolare fascino. Le rughe hanno il fascino del tempo trascorso, delle esperienze vissute, sono il risultato del tanto riflettere e degli affanni della vita. Il segreto sta nell’imparare ad accettarci, ad apprezzare le nostre singolarità, nell’essere se stessi.

Se siamo noi stessi nessuno potrà mai superarci. Non bisogna aver paura di mostrarsi al mondo per quello che si è, non c’è cosa più bella della spontaneità, della trasparenza e della sincerità. Se noi stessi ci accettiamo e ci apprezziamo, il mondo ci ricambierà e ci accoglierà.

LE INSODDISFAZIONI DELL’ADOLESCENZA: la paura del giudizio

L’adolescenza è una fase molto delicata della vita, è una fase di transizione e come tutte le fasi di passaggio provoca destabilizzazione e disorientamento. Durante l’adolescenza ci si trova ad affrontare una nuova realtà sconosciuta e questa provoca paura e timori.

Durante questa età della vita ci si trova con un corpo trasformato che non si riesce più a riconoscere. Sono tante le insoddisfazioni che si manifestano durante questa fase, legate sopratutto al proprio aspetto fisico. Le ragazze sono più colpite da questo tipo di insoddisfazione, causata anche dal fattore della giovane età.

Molto comuni sono i problemi di sovrappeso, con concentrazione del grasso nella metà inferiore del corpo nelle donne. Spesso il sovrappeso dipende dall’inclinazione familiare, sopratutto da parte della madre. Nelle famiglie in cui viene attribuita particolare importanza all’aspetto fisico, le ragazze tendono a vivere la condizione di sovrappeso con maggiore sofferenza.

La società inculca nella mente delle ragazze ideali di donne con un corpo sottile e perfetto e quindi è essa stessa a contribuire alla sofferenza delle giovani adolescenti. Nel contesto scolastico sono frequenti le esperienze di derisione, di bullismo, di prese in giro, puara e questo porta le ragazze a sentirsi ancora più disagiate.

E’ fondamentale in queste situazioni un’educazione al corpo e alle emozioni, è importante che i genitori siano presenti e sappiano affrontare la situazione. In certi casi estremi è necessario anche l’intervento di uno specialista e di un medico.

Non bisogna mai sottovalutare queste situazioni di paura e i campanelli d’allarme possono essere di diverso tipo: ansia, tristezza, frustrazione, impulsività, ossessività, aggressività. Molto spesso le ragazze non riescono ad esprimere la propria sofferenza, non riescono a comunicare le loro emozioni in modo diretto. Le situazioni più gravi si presentano quando vi sono state esperienze di abuso fisico ed emotivo, carenze affettive e carenze di cure durante l’infanzia.

L’adolescenza è, per tutti questi motivi, una fase che va particolarmente tutelata e compito dei genitori è quello di seguire con attenzione e dedizioni i propri figli adolescenti. Anche la società, attraverso i mass media dovrebbe impegnarsi a non mostrare ai giovani immagini di corpi eccessivamente perfetti, eccessivamente magri.

L’adolescenza è, quindi, una fase caratterizzata da insoddisfazioni ma anche da tanti aspetti positivi. Durante l’adolescenza il giovane si affaccia al mondo, inizia a guardare la vita con occhi nuovi, sensibili, svegli, vivi. E’ l’età in cui, attraverso la scuola, si apprende e si fanno esperienze significative, in cui cominciano a nascere i primi amori, in cui nascono i desideri da grandi, in cui si hanno quantità enormi di energie.

Durante questa delicata fase si iniziano a provare i primi sentimenti, positivi o negativi che siano. E’ l’età in cui l’anima ed il cuore hanno bisogno di essere nutriti, hanno bisogno di cure, affetto, tanto amore.

E’ fondamentale, quindi, soprattutto un’educazione ai sentimenti. Bisogna insegnare ai giovani ad ascoltare il proprio cuore e soprattutto ad accettare i cambiamenti fisici e psicologici. I cambiamenti sono sempre motivo di paura, nessuno rimane indifferente difronte ai cambiamenti, ma ascoltando il cuore si riescono ad affrontare anche le situazioni più problematiche.

 

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