Lo sviluppo del bambino secondo Piaget

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Piaget ha dedicato un’intera vita allo studio dello sviluppo cognitivo. Lo studioso ha formulato quella che ancora oggi viene considerata la teoria più comprensiva e coerente di come il sistema cognitivo si venga “costruendo” nell’interazione con gli stimoli ambientali.

Piaget rifiuta sia una concezione “nativista” che una concezione “empirista”. La prima attribuisce lo sviluppo al ruolo della predisposizioni genetiche innate, mentre la seconda attribuisce lo sviluppo al ruolo giocato dall’esperienza. Entrambe, secondo Piaget, non tengono abbastanza in considerazione le esigenze adattive del sistema cognitivo che deve prevedere ampi gradi di flessibilità in funzione di un ambiente che cambia continuamente.

L’originalità e la forza dell’approccio epigenetico di Piaget stanno proprio nell’aver intuito l’importanza sia dei fattori genetici che di quelli ambientali. Inoltre, l’approccio ha saputo indicare la natura delle interazione tra i due fattori, offrendo numerose esemplificazioni. Alla base della teoria Piagetiana vi sono due concetti fondamentali: l’assimilazione e l’accomodamento.

L’assimilazione viene concepita come un processo in virtù del quale ogni nuova informazione presente nella realtà esterna può essere assimilata dal sistema cognitivo, ponendola in relazione alle strutture della conoscenza già esistenti. In questo senso, per Piaget l’apprendimento non è mai una semplice associazione di stimoli e risposte, ma presuppone un certo grado di struttura del sistema, tale da consentirgli di appropriarsi di quella informazione.

L’accomodamento è il processo complementare, grazie al quale le strutture cognitive esistenti si modificano per adattarsi alla nuova informazione che è stata accolta. Questi due semplici meccanismi sono i processi funzionali invarianti, biologicamente predeterminati, che caratterizzano tutto l’arco dello sviluppo. La loro azione combinata garantisce l’evoluzione del sistema, sia creando il necessario disequilibrio che ripristinando l’equilibrio.

L’intelligenza secondo Piaget è uno strumento adattivo quando nell’adulto è pienamente sviluppata. Ma come si sviluppa nel bambino? L’intelligenza è già potenzialmente presente nel bambino e si dispiega poi nella crescita, grazie alle interazioni dell’organismo con l’ambiente e grazie alle numerose esperienze ed è il risultato di una particolare interazione dell’organismo con l’ambiente.

Lo sviluppo dell’intelligenza secondo Piaget vi verifica in una forma di equilibrio dinamico fra un processo si assimilazione dei dati dell’esperienza a schemi mentali già presenti nell’individuo in crescita, e un processo di accomodamento, ovvero di modificazione di tali schemi quando l’esperienza è troppo nuova e non si adatta ad essi.

Per Piaget l’individuo non nasce con strutture o programmi di comportamenti innati e neppure subisce passivamente l’azione dell’ambiente, ma nasce capace di interagire con il mondo e di costruire i suoi comportamenti attraverso l’azione, partendo dalle risposte riflesse. Lo sviluppo è così contrassegnato dall’emergere di nuove strutture che non sarebbero preformate né dall’ambiente, né dal soggetto stesso nel corso degli stadi anteriore del suo sviluppo.

E’ dunque la conoscenza, con i suoi cambiamenti strutturali, l’essenza dello sviluppo cognitivo, regolandone le diverse tappe evolutive in vista di un sempre più vantaggioso adattamento del pensiero alla realtà. “Lo sviluppo psichico, che comincia con la nascita e termina con l’età adulta, è paragonabile alla crescita organica: come quest’ultima essenzialmente consiste in un cammino verso l’equilibrio.”

Concetto chiave della teoria di Piaget, per comprendere lo sviluppo psichico, è quello di equilibrio: “lo sviluppo stesso è inteso come un cammino verso l’equilibrio”, che diviene gradualmente più stabile fino alla sua forma finale nell’età adulta. “Lo sviluppo è un continuo equilibrarsi, un passaggio continuo da uno stato di minore equilibrio a uno stato di equilibrio superiore”.

Lo sviluppo è pertanto contrassegnato da una serie di periodi evolutivi, caratterizzati da strutture cognitive specifiche, che determinano corrispondenti stati di equilibrio. Lo sviluppo secondo Piaget è, infatti, suddiviso in diverse fasi o stadi. Uno stadio delimita un particolare periodo di tempo e precisa una particolare struttura mentale. Ogni stadio, inoltre, circoscrive le forme interattive che il bambino stabilisce con l’ambiente e fornisce una diversa conoscenza del mondo.

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