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Tipologie di comunicazione: verbale e non verbale

Tutte le specie viventi hanno sviluppato le proprie forme e modalità di comunicazione. Comunicare è fondamentale sia per gli esseri umani ma anche per gli animali. La specie umana però ha sviluppato un modo di comunicare particolarmente sofisticato e complesso, ha sviluppato infatti il linguaggio. Esso è un particolare sistema di segni che permette agli uomini di comprendersi ed è peculiare della specie umana.

Le parole e le frasi che si pronunciano sono però soltanto la superficie di quello che si comunica. Esiste infatti un mondo di significati in ciò che non si può esprimere verbalmente. Possiamo infatti distinguere tra un linguaggio verbale, che corrisponde cioè alle parole che noi pronunciamo, ma esiste anche un linguaggio non verbale, che è altrettanto importante e ricco di significati.

Al linguaggio non verbale appartengono le nostre espressioni facciali, il nostro tono di voce, la nostra postura, i nostri gesti. Per comprendere quanto sia importante il linguaggio non verbale basti pensare che anche il silenzio è una forma di comunicazione.

Comunicazione.

Il silenzio può avere molteplici significati, ad esempio si può restare in silenzio dopo un rimprovero perchè ci si sente mortificati, si può restare in silenzio quando non si conosce una riposta ad una determinata domanda durante un esame, esistono silenzi anche tra gli innamorati che in realtà sono ricchi di parole che si vorrebbero pronunciare ma non si ha abbastanza coraggio.

Dunque non si può fare a meno di  comunicare, anche quando non si pronunciano parole. Durante un discorso tra due o più persone, molto spesso quello che conta di più è l’aspetto emotivo e l’emotività viene trasmessa proprio tramite gli aspetti non verbali della comunicazione.

Alzare eccessivamente la voce ad esempio può essere un segnale che la persona non si sente abbastanza ascoltata e capita, oppure può indicare rabbia o disapprovazione. Gesticolare eccessivamente mentre si parla può essere segno di insicurezza o di agitazione, bisognerebbe infatti gesticolare con intelligenza senza esagerare. Il corpo quindi comunica tantissimo, la postura ad esempio può indicare chiusura oppure apertura verso il nostro interlocutore.

Quando durante una lezione a scuola o all’università uno studente sta seduto in un angolo dell’aula, tiene gli occhi abbassati e le mani quasi a volersi coprire il viso può essere indice di timidezza, di disagio oppure di disinteresse. Il linguaggio non verbale è anche un linguaggio spontaneo e sincero, se non viene calcolato e se non vi è una specifica conoscenza e ragionamento da parte dell’interlocutore.

Esso infatti dipende da meccanismi inconsci di cui la persona non è perfettamente consapevole e cosciente ed è quindi difficile mentire attraverso questa modalità di comunicazione. Esistono infatti esperti del linguaggio del corpo che riescono anche a smascherare chi mente e riescono a tirare fuori la verità.

Un atteggiamento di apertura delle braccia, lo sguardo attivo e partecipante, una postura del corpo aperta, indicano che l’interlocutore è disponibile ed è interessato a ciò che gli stiamo comunicando. Per trasmettere i nostri sentimenti nell’ambito di una relazione amorosa o affettiva, noi utilizziamo proprio il corpo per esprimerci, ad esempio attraverso un abbraccio, un bacio, attraverso una stretta di mano, attraverso la vicinanza.

Ci sono infatti sentimenti che con le parole non sempre si riescono ad esprimere e in questi casi ci vengono in aiuto i gesti. Anche il pianto è una potente forma di comunicazione, esso può avere molteplici significati ed è un modo semplice e diretto per esprimere la nostra tristezza, la nostra rabbia, il nostro dolore.

Il pianto è per i neonati la prima forma di comunicazione, infatti loro piangendo segnalano che hanno fame, che si sono svegliati e hanno bisogno di attenzioni, che hanno dolori alla pancia, insomma i neonati riescono ad assicurarsi la sopravvivenza proprio attraverso il pianto. Allo stesso modo del pianto, anche il sorriso e la risata possono esprimere tanti significati e a questo proposito vorrei fare un approfondimento su quanto sia fondamentale insegnare sopratutto ai bambini l’importanza dell’ironia, la bellezza di un sorriso sincero.

COMUNICAZIONE E IRONIA: PERCHE’ E’ IMPORTANTE INSEGNARE L’IRONIA AI NOSTRI BAMBINI

Una risata spontanea ed un sorriso fanno bene ai nostri bambini perchè questi sono i sistemi più naturali per rafforzare il sistema immunitario e per tenere alto l’umore. Bisognerebbe insegnare ai bambini l’ironia, a vivere la vita con leggerezza, ma mai con banalità. Ridere è un antidoto ai malesseri, ai dispiaceri.

Le persone che sanno ridere di gusto sono fortunate ed hanno un’arma infallibile contro le incertezza della vita. La risata è sintomo di semplicità, di forza, di bontà d’animo. Bisogna insegnare ai bambini soprattutto a ridere bene, senza mai prendersi gioco degli altri bambini. Oggi più che mai il fenomeno del bullismo è sempre più diffuso e a causa di questo i bambini hanno iniziato a prendersi gioco dei dispiacere altrui.

Per questo motivo le mamme dovrebbero insegnare ad i propri figli a rispettare il prossimo, a non privarlo mai della sua libertà di parola e di espressione. Questi sono insegnamenti fondamentali da dare ai nostri figli, contro la violenza e la discriminazione. Si può ridere insieme ad un amico davanti ad un gioco, davanti ad un libro, davanti un piatto gustoso, ma bisogna insegnare ai bambini a non ridere mai della diversità degli altri, evitando così fenomeni come il razzismo.

Oggi l’educazione ai sentimenti e quindi all’ironia, è un tema poco conosciuto, ma è sempre più fondamentale: educare alla solidarietà, ai sani principi, alla libertà è sempre più indispensabile in una società come la nostra. Importante è anche educare contro la superficialità, nella quale sembrano sprofondare la maggior parte delle persone, ignorando l’importanza della profondità e dello spessore dei sentimenti. Educare alla sana ironia è uno di quegli insegnamenti che dovremmo dare ai nostri figli per renderli in futuro persone più felici e consapevoli.

 

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Social e cyberbullismo: un fenomeno in crescita

Piangere può essere positivo

https://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione

Pubblicato da Silvana Santospirito

Amante della scrittura e della psicologia; animalista che crede fortemente nei diritti di tutti gli esseri viventi; amante anche della musica, in particolare del pianoforte. Laureata in scienze dell'educazione e della formazione e laureanda in scienze pedagogiche. Spero di trasmettere positività e buon umore attraverso gli articoli di questo blog.