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1 storia di depressione: il foglio bianco di Angie

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Una storia di depressione: il foglio bianco di Angie

Un foglio bianco. Nulla da dire. Era questa la vita come appariva ad Angie. Eppure i suoi 32 anni li aveva vissuti ma quasi le sembrava di non aver vissuto nulla. Strana sensazione, forse qualche errore doveva esserci. Non aveva mica perso la memoria, anzi!

Non aveva subito nessun trauma particolare, nessun incidente e nessuna perdita di memoria. Il foglio bianco era nella mente di Angie.

Caro diario

Angie prese un quaderno a righe e scrisse semplicemente “caro diario”.

In mezzo alla gente: la depressione di Angie

Chi era Angie? Alla ragazza trentaduenne sembrava di stare su un’isola deserta dove non aveva mai incontrato essere umano. Si domandava chi fosse guardando quelle vetrine addobbate accuratamente per la Pasqua.

In mente sua pensava quanto fosse stato bravo o brava quella commessa o commesso che aveva perfettamente organizzato quella vetrina con una precisione incredibile. “Ah, io non ne sarei mai stata capace!”.

Forse pensava che oltre alla memoria avesse perso anche un braccio o forse entrambe le braccia! Eppure le braccia le aveva entrambe ed erano anche ben funzionanti. La sua mente le faceva brutti scherzi; quanto si screditava Angie!

Dal dottore

Angie decise di vedere un dottore, non ne poteva più della sua mente pesante e deprimente. Il dottore guardò Angie e le disse che doveva rilassarsi, esattamente pronunciò queste parole: “signora, lei è giovane, deve uscire con le amiche, farsi delle foto e pubblicarle sui social, deve superare questo stato depressivo in cui si trova, in particolare deve stare con gli altri”.

Il dottore le prescrisse dei farmaci per tirarla su, ma Angie non li prese.

Essere come gli altri

Finalmente Angie aveva capito il motivo della sua perdita di identità. Iniziò a pensare che doveva imitare gli altri, doveva somigliare a loro. Non poteva mica vivere su un’isola deserta in cui esisteva solo lei. Comprò un vestito all’ultima moda e lo indossò per fare una passeggiata.

Ahimè! Neanche il vestito all’ultima moda bastò. Non si riconosceva neppure in quel vestito e gli altri erano ancora molto diversi, o meglio, era lei ad essere molto diversa. Ma quanti problemi aveva per la testa  Angie! Del resto, però, come darle torto?

Lei non aveva vissuto trentadue anni ma ogni giorno era nuovo e sembrava un foglio bianco. Essere come gli altri non è la soluzione giusta.

depressione.

La soluzione guaritrice per Angie

Angie aveva mille grilli che le parlavano nella testa e le dicevano di quanto poco valore possedeva. In realtà, tutto era nella mente di Angie. Nulla esisteva di quello che aveva nella sua testa.

Angie aveva entrambe le braccia, Angie sapeva addobbare bene e con fantasie le vetrine, Angie aveva vissuto una vita di 32 anni senza interruzioni e senza saltare alcun giorno. Angie doveva credere in se stessa, doveva imparare a riconoscere l’interezza della sua vita e doveva capire che la sua vita aveva lo stesso valore di qualsiasi altra vita e che lei non era inutile e inabile, anzi aveva tutte le facoltà e tutte le qualità che le necessitavano.

Angie era insicura, aveva una forma depressiva che doveva superare nella sua mente, nel suo cuore; doveva comprendere l’importanza della sua vita e MAI e dico MAI imitare gli altri.

L’imitazione non è mai una soluzione, infatti, acquistare il vestito all’ultima moda non era servito ma forse poteva servire il coraggio e l’autostima, la verità e il riconoscimento delle sue doti.

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https://it.wikipedia.org/wiki/Depressione

dream big.

love yourself. beautiful.

Pubblicato da Silvana Santospirito

Amante della scrittura e della psicologia; animalista che crede fortemente nei diritti di tutti gli esseri viventi; amante anche della musica, in particolare del pianoforte. Laureata in scienze dell'educazione e della formazione e laureanda in scienze pedagogiche. Spero di trasmettere positività e buon umore attraverso gli articoli di questo blog.