Salute mentale e tumori: perché è importante l’aiuto psicologico

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In tutte le malattie ma soprattutto in quelle di tipo oncologico la salute mentale è un fattore fondamentale. Quando un paziente si ammala di una malattia così dura da affrontare come un tumore ha bisogno di tutto il supporto non soltanto dal punto di vista delle cure mediche ma anche dal punto di vista psicologico.

Oggi purtroppo è ancora poco sviluppato in Italia questo concetto. Secondo le ultime ricerche in Europa ogni anno sono stimati 3,7 milioni di nuovi casi di tumore.

Quando un paziente affronta le cure contro il tumore ha bisogno di essere supportato anche dal punto di vista del benessere emotivo. Una malattia come questa sconvolge completamente la vita e le abitudini quotidiane della persona.

Così il paziente ha bisogno della vicinanza delle persone a lui care, del supporto dei medici ma anche e fondamentale è l’aiuto pscologico.

Molti studi hanno dimostrato che con il supporto psicologico corretto e adeguato il paziente affronta molto meglio le cure e la malattia.

Nei casi di malattia oncologica lo stress è molto alto e molti sono i casi di sviluppo di depressione. Il paziente non deve essere lasciato solo, ha bisogno di essere supportato. E’ stato dimostrato che con un buon aiuto psicologico anche i sintomi della malattia vengono meglio affrontati.

Quindi, il supporto psicosociale va considerato una componente essenziale del trattamento oncologico. E’ stato dimostrato infatti che questo garantisce una maggiore sopravvivenza.

Il diritto alla salute leggi e definizioni

La salute è uno dei principali diritti dell’uomo ed è compito dello Stato intervenire e agire sui principali determinanti socio-economici e sul diritto alla cura, altresì è compito e diritto della persona costruire i propri processi di autodeterminazione ed emancipazione; questo compito di estende, inoltre, ai gruppi di popolazione[1].

La tutela della salute non riguarda soltanto l’assenza di malattie ma è strettamente legata anche ai processi di affermazione di sé. Secondo L’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è più utile adottare un approccio di promozione della salute fondato sui diritti piuttosto che sui bisogni con lo scopo di sostenere l’equità, la lotta alle disuguaglianze sociali e la salute globale[2].

Il concetto di diritto alla salute viene affrontato anche nella nell’Art. 32 della Costituzione il quale afferma che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Il benessere e la salute, quindi, non sono solo un diritto fondamentale per la persona ma anche un interesse importante della comunità più ampia.

Per quanto riguarda una definizione precisa del concetto di salute si po’ fare riferimento a quanto scritto dall’OMS nella sua Carta Costituzionale, la quale afferma che “la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”[3] ed in quanto tale è uno dei diritti fondamentali dell’individuo inteso come unità completa di caratteristiche fisiche, psicologiche e sociali.

Una definizione chiara di salute è importante per comprendere come promuoverla e tutelarla e a questi scopi è nata nel 1986 la “Carta di Ottawa per la Promozione della salute” (Dalla prima Conferenza Internazionale sulla Promozione della Salute, 17-21 novembre 1986, Ottawa, Ontario, Canada)[4]. Secondo tale Carta, la promozione della salute è il processo che permette alle persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla. Il completo benessere fisico, sociale e mentale di un individuo o di una collettività è dato dalla capacità di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni e di cambiare l’ambiente circostante e farvi fronte. La promozione della salute non è compito esclusivo del settore sanitario ma punta al benessere completo della persona e dei gruppi. Un individuo che gode di buona salute è innanzitutto un individuo che si trova in una condizione di pace con un’abitazione, un’istruzione, il cibo, un reddito, che vive in un ecosistema stabile, nella giustizia sociale e nell’equità[5]. La corretta salute del singolo è una risorsa importante per lo sviluppo sociale, economico e personale ed è una dimensione fondamentale della qualità della vita.

La promozione della salute punta a ridurre le differenze nello stato di salute attuale e ad assicurare pari opportunità e risorse. Si rende necessaria, quindi, la presenza di un ambiente favorevole, la disponibilità delle informazioni e sempre più fondamentali sono le abilità personali e le opportunità che consentano di fare scelte sane[6]. Non è esclusivamente il settore sanitario a garantire il diritto alla salute ma è necessaria un’azione coordinata da parte di tutti i soggetti coinvolti: i governi, le organizzazioni non governative e di volontariato, l’industria, i mezzi di comunicazione di massa ecc. Le nostre società sono complesse e interdipendenti e la salute non va separata dagli altri obiettivi. Esiste un legame fortissimo tra le persone e il loro ambiente e nasce, così, la necessità di incoraggiare le comunità al sostegno e alla tutela reciproca. E’ importante prendersi cura gli uni degli altri, del proprio ambiente naturale e della propria comunità.


[1] P. GARISTA, “Salutogenesi” come di diritto di “apprendere e creare la salute”, www.researchgate.net/publication/262484058_Salutogenesi_come_diritto_di_apprendere_e_creare_la_salute, consultato il 10/01/2021.

[2] Ibidem, p 2.

[3] S. BECCASTRINI, M.P. NANNICINI, G. PIRAS, Pedagogia della salute. Saggio sull’educazione sanitaria, Liguori, Napoli 1998, p 12.

[4] A. GUARINO, Fondamenti di Educazione alla Salute. Teorie e tecniche per l’intervento psicologico in adolescenza, Franco Angeli, Milano 2018, p 9.

[5] A. GUARINO, Fondamenti di Educazione alla Salute. Teorie e tecniche per l’intervento psicologico in adolescenza, op. cit., p 10.

[6] Ivi.

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