Non sforzarti di essere perfetto ma sii vero

Non sforzarti di essere perfetto ma sii vero

Troppo spesso ci poniamo decine di domande su come dovremmo essere. Pensiamo di non riuscire mai a raggiungere quel modello ideale che ci siamo creati nella nostra testa. Seguiamo troppo spesso mode e modelli per conformarci e confonderci tra gli altri. Il bello in ognuno di noi è proprio ciò che è diverso, originale e spontaneo. Ci imponiamo spesso delle scelte, perché pensiamo di voler compiacere gli altri. Se ci sentiamo scomodi in certi atteggiamenti probabilmente stiamo seguendo il sentiero sbagliato. Se nascono in noi disturbi non stiamo tenendo fede a ciò che è scritto per noi. Per questo è necessario in un alcuni momenti fermarsi e prendere respiro. Porsi troppe domande e pensare troppo può appesantire il naturale fluire della nostra esistenza. Dovremmo imparare ad essere più leggiadri e placare quei pensieri di troppo che affollano la nostra testa. Un ottimo metodo è quello di fare quello che ci piace e ci fa sentire più sereni. Anche nelle cose che facciamo non dobbiamo imporci di essere perfetti. Secondo la visione del Wabi Sabi giapponese la bellezza sta proprio in ciò che è imperfetto, alcune volte vecchio, consumato.. E’ molto più importante per il nostro nucleo psichico essere veri piuttosto che perfetti.

Essere veri spesso si crea imbarazzo, può succedere di sentirsi fuori luogo proprio perché non si è abituati a mostrare il proprio lato originale. E’ importante così lavorare sui sentimenti di imbarazzo e di vergogna e soprattutto praticare l’arte di accettarsi. Non c’è nulla di più bello e affascinante di una persona che si accetta e che è pronta a mostrarsi al mondo con le proprie emozioni più sincere. Niente è perfetto e la bellezza è una questione di relatività e ognuno deve sentirsi libero di esprimere gusti e preferenze senza timori. Chi vorrà starci accanto comprenderà il nostro modo di essere e ci rimarrà vicino senza troppi problemi. Le cose nella vita dovrebbero fluire con semplicità e in modo spontaneo. La vera arte è fare con semplicità cose che possono apparire a primo impatto veramente difficili. Anche spiegare un argomento complicato con parole semplici è segno che quell’argomento è stato veramente compreso. Privilegiare la spontaneità e la semplicità è una prerogativa delle persone serene e forti interiormente. Per questo abbandoniamo l’idea che la vita debba essere necessariamente complicata e intricata. Anche una relazione troppo ostacolata difficilmente ci recherà serenità e beneficio.

L’imperfezione però non è mai svogliatezza o l’essere trascurati ma piuttosto è quel tocco di originalità che ci permette di essere veramente ciò che siamo. Dobbiamo riconoscere le nostre particolarità e trasformarle in un punto di forza per crearci un’idea positiva di noi. E’ proprio dalle crepe che entra la luce e proprio da ciò che è imperfetto ma vero può nascere qualcosa di straordinario. Non è vero che nella vita non si può cambiare ma a patto che il cambiamento rispetti il proprio naturale mondo interiore. Abbandoniamo frasi del tipo “non posso farcela”, “questa cosa non cambierò mai”, “lui sa farlo meglio di me”.. tutte queste parole creano delle resistenze e risucchiano le nostre energie e forze interiori. Pensieri positivi creano una realtà altrettanto positiva per questo è importante lavorare sui proprio pensieri più autentici.

L’arte del conoscersi secondo il Taoismo

L’arte del conoscersi secondo il Taoismo

Nel mondo attuale possiamo dire che c’è un’esigenza sempre più forte di spiritualità e risveglio. Si diffondono a macchia d’olio i malesseri e i disturbi di tipo psicologico. Altrettanto possiamo dire delle malattie psicosomatiche e di tutti i malesseri fisici. Secondo la cultura orientale corpo e mente sono fortemente interconnessi e tutto ciò che accade nella nostra psiche si riversa sull’organismo fisico. In base a molti studi psicologici ci si ammala sempre di più quando ci si allontana dal proprio sé autentico. Cosa vuol dire allontanarsi dal sé autentico? Vuol dire fare e comportarsi in base a ciò che probabilmente fa piacere a qualcun altro, assumere atteggiamenti che non sono i nostri e dire parole solo per conoscenza comune e diffusa. Quando non diamo spazio al nostro aspetto autentico avviene un blocco delle energie. Possiamo sentirci esauriti, magari annoiati, tristi, ansiosi, paranoici. C’è una tendenza comune a conformarsi e seguire le mode, gli atteggiamenti comuni alla maggior parte. Per esempio, molte persone fondamentalmente introverse fanno di tutto per apparire super socievoli e amichevoli e si “costringono” a stare in compagnia più di quanto realmente desiderano solo per accontentare gli altri o un falso sé che non gli appartiene.

Il Taoismo ci viene in aiuto e ci suggerisce come uscire da certi blocchi e mancanze di forze fisiche e mentali. Forse la soluzione è proprio un atteggiamento diverso, ovvero fare una discesa nel proprio mondo più nascosto per comprendere cosa veramente ci fa stare bene. Se siamo persone tendenzialmente introverse non abbiamo bisogno di passare tutte le nostre giornate in mezzo alla gente e dobbiamo imparare ad accettare e apprezzare questo nostro lato più solitario. Dobbiamo per prima cosa dimenticare di dover necessariamente dimostrare qualcosa agli altri. Dobbiamo mettere a tacere il nostro ego che il più delle volte si trova in uno spazio troppo “esterno” alla nostra persona. E’ necessario trovare il giusto equilibrio tra universo interno e esterno e trovarci in uno spazio razionale ma interessante per noi. Un altro suggerimento Taoista particolarmente significativo è quello di smettere di darsi delle “etichette”. Il nostro etichettarci ci allontana dal sé più vero e ci fa allontanare dalla nostra spontaneità. Alcuni psicologi attuali, prendendo spunto dal pensiero taoista, richiamano quasi a una “non-identità”. Questo non vuol dire dimenticare del tutto chi siamo, ma vuol dire smettere di alimentare l’ego e le etichette che ci diamo per scoprire veramente chi siamo dentro di noi. Più siamo autentici e più esercitiamo un certo fascino sugli altri proprio perché la spontaneità ha un potere indecifrabile. Lasciamo fluire le nostre emozioni proprio come l’acqua e anche i nostri chakra ci ringrazieranno. Questo non vuol dire essere menefreghisti ma rispettare se stessi e di conseguenza anche gli altri. Quando seguiamo le nostre vere aspirazioni tutto sembrerà più nitido e saremo anche più razionali e con i piedi per terra. Il Taoismo infatti è molto lontano dalla “magia”, non è la costruzione di un mondo a parte in cui rifugiarsi ma piuttosto vivere nel mondo con un occhio ancora più attento e acuto.

Braccialetti anti-ansia contro stress e insonnia

Braccialetti anti-ansia contro stress e insonnia

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Marcia per la PACE Perugia-Assisi: contro la guerra in Ucraina

Marcia per la PACE Perugia-Assisi: contro la guerra in Ucraina

“Se l’unica cosa che posso fare è la marcia della pace, io la farò”
Dal 10 ottobre 2021 al 24 aprile 2022 la lunga marcia #PerugiAssisi contro la guerra in Ucraina e contro tutte le guerre. La via della Pace, sabato 23 aprile dalle ore 15.30 ci sarà un incontro di riflessione e proposte ad Assisi in preparazione della Marcia Straordinaria PerugiAssisi della pace e della fraternità.

“Moltiplichiamo le iniziative di pace e domenica 24 aprile, vigilia della Festa della Liberazione, partecipa alla Marcia straordinaria PerugiAssisi della pace e della fraternità.

Nessuno si rassegni alla guerra e alla corsa al riarmo! Nessuno si pieghi alle leggi della violenza. Nessuno ceda alla logica amico-nemico.”

“Non basta parlare di pace. Uno ci deve credere. E non basta crederci. Uno ci deve lavorare”.
Eleanor Roosevelt

Incidente a Fiumicino Via della Scafa

Incidente a Fiumicino Via della Scafa

Venerdì 22 aprile incidente mortale a Roma Fiumicino Via Della Scafa

Purtroppo un ennesimo incidente sull’asfalto che ha provocato un decesso. A morire è stata una ciclista coinvolta nello scontro. L’incidente è avvenuto sulla strada statale 296 Della Scafa. Traffico bloccato, la strada è stata chiusa per indagini e accertamenti. Non si conosce ancora la dinamica precisa dell’incidente. Il personale Anas e le forze dell’ordine stanno cercando di ripristinare il passaggio sulla strada statale. L’auto che ha provocato l’incidente ha completamente travolto la ciclista di passaggio sulla strada. Un’ennesima vittima della strada che purtroppo ha lasciato la vita oggi 22 aprile a Roma Fiumicino. Nei prossimi giorni ci saranno aggiornamenti.

Epatite acuta SINTOMI nei bambini

Epatite acuta SINTOMI nei bambini

Si sta parlando di un caso di un bambino con un’importante epatite virale. Si suppone sia di origine virale anche se al momento il bambino è risultato negativo a tutti i test sui virus che provocano l’epatite. Molti si chiedono quali siano i sintomi di epatite nei bambini. Secondo l’ipotesi di uno studio inglese più di cento bambini di 10 anni in vari paesi Europei hanno contratto una forma di epatite acuta. I casi evidenziati presentano un’infiammazione del fegato acuta. La causa non è ancora nota ma ci sono delle ipotesi. Le autorità sanitarie del Regno Unito pensano che la causa infettiva sia la più probabile. Uno studio inglese avanza un’ipotesi interessante. Questo studio ricollega le cause dell’epatite a un indebolimento delle difese immunitarie. Questo indebolimento è stato provocato dai lockdown durante la pandemia da covid 19.

I sintomi che sono stati trovati nei bambini affetti da epatite acuta sono: dolori addominali diarrea, vomito. Inoltre urine di colore scuro, feci grigie e febbre alta.

Earth day GIORNATA MONDIALE della Terra

Earth day GIORNATA MONDIALE della Terra

22 Aprile 2022 Giornata Mondiale della Terra

Il primo Earth Day ci fu nel 1970. Cosa è cambiato da allora? La nostra popolazione è più che duplicata. Stiamo emettendo 2,6 volte in più di CO2. Questo ha provocato un importante rialzo delle temperature. Fa sempre più caldo sulla Terra. I ghiacciai si sono fusi. Si sono sciolti al 13 %. Così i livelli del mare si sono notevolmente alzati, il mare è di 12 cm più alto. Abbiamo perso mediamente un quinto della Foresta Amazzonica.

743.000 Km quadrati sono stati deforestati. Moltissime specie sono a rischio di estinzione, tra cui il 14 % di specie di uccelli, il 26 % della specie mammiferi, il 38 % di squali e pesci, il 40 % degli anfibi. Più di 900 specie di animali sono state dichiarate estinte recentemente.

L’obiettivo per il futuro del nostro Pianeta è fermarsi a riflettere. Cercare soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo. A partire dal riciclo dei materiali alla conservazione delle risorse naturali. Al bando i prodotti chimici dannosi e stop alla distruzione degli habitat. Si cerca una difesa comune soprattutto dai cambiamenti climatici. Il dramma è sotto gli occhi di tutti, ormai si muore ogni giorno a causa delle condizioni climatiche.

C’è troppa fame, sofferenza, povertà e immigrazione. Tutti questi disastri incombono proprio a causa dei cambiamenti climatici. Non possiamo più restare indifferenti e ci sono tante opportunità da cogliere. Le emissioni di CO2 sono aumentate nell’ultimo decennio e dal 2010 al 2020 sono state le emissioni più alte registrate. E’ sicuramente una notizia negativa ma almeno diciotto paesi al mondo sono riusciti ad invertire il trend di emissione. L’Europa ha un obiettivo chiarissimo che prevede entro il 2050 l’impatto climatico 0. Troppi stati e porzioni di mondo soffrono sempre di più i cambiamenti climatici e anche più di altri. Per esempio l’Europa e il Mediterraneo sono aree dove il cambiamento climatico si è visto più che in altri paesi.

La teoria del comportamentismo di Thorndike

La teoria del comportamentismo di Thorndike

Il comportamentismo è un movimento nordamericano (1930-1950 USA).
• Nasce ufficialmente nel 1913, quando Watson pubblica un articolo programmatico dal titolo “La psicologia così come la vede il comportamentista”, in cui l’autore espone una serie di idee e temi che già da tempo stavano maturando.

Mentre in USA si sviluppa il COMPORTAMENTISMO ( il quale toccherà l’Europa intorno agli anni 50 come conseguenza di una certa “americanizzazione” della cultura europea).
• In Europa si sviluppa il Movimento della Gestalt
• Il comportamentismo watsoniano si sviluppa intorno al 1913 – 1930
• Il Comportamentismo nel complesso occupa la scena fino al 1950.

IL COMPORTAMENTISMO afferma che gli psicologi devono limitarsi allo studio scientifico del comportamento OGGETTIVAMENTE OSSERVABILE.

L’unica variabile di studio deve essere il comportamento manifesto.
• L’organismo viene visto come una stazione intermedia tra gli stimoli in entrata e le risposte in uscita.
• Il comportamentismo è stato anche definito “psicologia stimolo-risposta”.

Thorndike

• Edward Lee Thorndike (Williamsburg, 31 agosto 1874 – Montrose, 9 agosto 1949) è stato uno psicologo statunitense.
• anticipa il comportamentismo in molti modi:
–Non usa l’introspezione e si concentra sul comportamento osservabile.
–Formula una teoria dell’apprendimento basata sulla connessione tra stimoli e risposte, il che rende
necessarie poche ipotesi su cosa succede dentro l’individuo.

Thorndike (1874-1949) studia una particolare forma di apprendimento :
L’APPRENDIMENTO PER PROVE ED ERRORI
• Nei suoi esperimenti utilizza una gabbia (problem box).
• I gatti messi in questa gabbia cercano la maniera di uscire per poter raggiungere il cibo: così facendo compiono movimenti alla “cieca”, fornendo casualmente risposte giuste e sbagliate.

Apprendimento per prove ed errori
• L’animale prova diversi comportamenti (graffia, morde, ecc.), ma riesce ad uscire e a raggiungere il cibo solo premendo la leva/il pedale (risposta corretta).
• Thorndike nota che le risposte non corrette tendono ad essere abbandonate; viceversa quelle corrette ad essere ripetute (legge dell’effetto e dell’esercizio).

Thorndike riassume i suoi risultati sperimentali in un certo numero di “leggi dell’apprendimento” Alcuni esempi:

• Legge dell’effetto: l’apprendimento dipende dalle conseguenze che il comportamento produce. L’apprendimento avviene in funzione delle conseguenze del comportamento: azioni seguite da riduzione di “stati di bisogno” o ricompense tendono ad essere ripetute.
• Legge dell’esercizio: l’apprendimento è graduale e migliora con la ripetizione delle prove. Comportamenti più spesso esercitati hanno maggiori probabilità di essere impiegati in condizioni simili.
• Legge del trasferimento: una risposta acquisita in una situazione verrà effettuata in altre situazioni nella
misura in cui queste ultime sono simili alla prima.

Generalizza dall’animale all’umano. Per esempio, la sua pedagogia utilizza le leggi dell’apprendimento di cui sopra: occorre fare esercizio (legge dell’esercizio), i comportamenti “giusti” vanno premiati e quelli
“sbagliati” puniti (legge dell’effetto) e ci si può aspettare che l’apprendimento sia generalizzato solo a situazioni simili e NON al di fuori dell’ambito specifico di insegnamento (legge del trasferimento). Nella sua teorizzazione la ricompensa costituisce un requisito fondamentale dell’apprendimento.

La teoria dei bisogni di Abraham Maslow

La teoria dei bisogni di Abraham Maslow

Tra il 1943 e il 1954 lo psicologo statunitense Abraham Maslow concepì il concetto di “gerarchia dei bisogni o necessità”, divulgandola nel libro Motivation and Personality del 1954. In sintesi “L’individuo si realizza passando per i vari stadi, i quali devono essere soddisfatti in modo progressivo.”

Alla base della piramide di Maslow troviamo i bisogni di sopravvivenza: fame, sete, sonno, sesso, respiro, termoregolazione ecc. Un gradino più in alto troviamo il bisogno di sicurezza: senso di sicurezza, di stabilità, di protezione, di famiglia, di lavoro ecc. Nel terzo gradino ritroviamo i bisogni sociali: affetto, amicizia, accettazione, comprensione del proprio modo di essere. Al penultimo gradino abbiamo i bisogni di stima: autostima, rispetto degli altri e dagli altri, produttività. All’ultimo gradino troviamo i bisogno di autorealizzazione: moralità, verità, giudizio, serenità, creatività…

I bisogni si presentano secondo una precisa scala gerarchica:
•un bisogno di livello più elevato non è motivante per un individuo se egli non ha soddisfatto prima i bisogni di livello inferiore.
•Perché un bisogno di livello gerarchico superiore emerga è necessario che quelli di ordine inferiore siano stati tutti soddisfatti.

Affinché un individuo sia motivato ad impegnare le proprie forze e le proprie abilità nel realizzare il proprio sé, le proprie aspettative, i propri desideri è necessario che abbia soddisfatto precedentemente la possibilità di nutrirsi, vivere stabilmente in un luogo ove si senta al sicuro e protetto.

“…è necessario che questo viva all’interno di un gruppo sociale che gli fornisca affetto e senso di appartenenza e che lo metta nelle condizione psicologiche di crearsi occasioni di stimolo al rafforzamento della propria personalità, tramite le quali ottenere prestigio anche tra i membri del gruppo.”

• Ogni bisogno stimola la persona ad agire per far si che esso sia soddisfatto
• Il soddisfacimento di un bisogno rende poco sensibile la persona ad ulteriori stimoli di quel tipo e la portano a cercare di soddisfare bisogni di livello più alto

DEFINIZIONE DI MOTIVAZIONE 
 La motivazione è il processo di attivazione dell’organismo finalizzato alla realizzazione di un determinato scopo in relazione alle condizioni ambientali. Studio del perché dell’agire umano
 La motivazione è generalmente concepita dagli psicologi come un processo o un insieme di processi che inizia, guida supporta e infine termina una sequenza di comportamenti diretti ad uno scopo

 Etimologicamente la parola motivazione proviene dal latino motus, cioè muovere, movimento, spinta per
svolgere una certa attività
 La motivazione, in senso lato, concerne il perché del comportamento: quindi concerne le cause e il fine dei
nostri comportamenti (es., fame)
 La motivazione è quindi un fenomeno prima di tutto interiore; nasce “dentro di noi”. In questa prospettiva è simile al concetto di emozione e ad esso fortemente collegato

Con attivazione dell’organismo connotiamo la motivazione sotto l’aspetto biologico/fisiologico/psicologico
 Con realizzazione di un dato scopo connotiamo la motivazione sul piano cognitivo
 Con condizioni ambientali connotiamo la motivazione in base all’influenza sociale/culturale
 Esso è, infine, un processo, in quanto ha un inizio, una durata e intensità (qualità) e una fine.

La teoria di Piaget sull’intelligenza

La teoria di Piaget sull’intelligenza

L’intelligenza secondo Piaget:

L’intelligenza è un caso particolare di adattamento biologico.
L’adattamento è la tendenza ad adeguarsi alle richieste ambientali.

Lo sviluppo cognitivo quindi comporta dei processi di progressiva modifica delle proprie strutture mentali
(SCHEMI) in base alle richieste ambientali. Ciò avviene attraverso i processi di assimilazione e accomodamento.

Lo sviluppo si realizza attraverso stadi attraverso cui il soggetto si avvicina gradualmente ad un pensiero logico. Gli stadi si presentano con le seguenti caratteristiche:
1. Strutture di insieme (riflessi – schemi comportamentali – schemi simbolici – schemi operazionali)
2. Universalità
3. Sequenzialità invariante
4. Integrazione gerarchica
5. Invarianti funzionali

Caratteristiche dello sviluppo secondo Piaget:

Sviluppo: processo continuo se consideriamo le funzioni invarianti dell’adattamento e dell’equilibrio;
discontinuo se consideriamo le strutture che si modificano con l’età in modo così rilevante da
contrassegnare diversi stadi di sviluppo.
● Stadio di sviluppo: tappa di crescita caratterizzata da un particolare modo di pensare il mondo, secondo certi schemi.
● 4 stadi principali: 3 momenti di profonda riorganizzazione mentale per ricreare un equilibrio più
complesso e adatto all’ambiente.

Ciascuno stadio prevede una particolare forma di organizzazione psicologica:
• Il passaggio da uno stadio al successivo può essere graduale e l’età può variare da un bambino all’altro, ma la sequenza è la stessa per tutti.
• Ogni stadio è qualitativamente diverso dal precedente, presenta forma e regole proprie.
• Le acquisizioni di uno stadio non si perdono con il passaggio allo stadio successivo, ma vengono
integrate in strutture più evolute (integrazione gerarchica tra stadi).

Stadio senso-motorio (0-24 mesi)

Gli schemi di azione gradualmente si coordinano per dar luogo a sequenze comportamentali più ampie, es. schema della prensione. Piaget ha studiato sistematicamente i suoi figli (Jacqueline, Laurent, Lucienne) con
un’osservazione sul campo guidata da ipotesi, in cui crea situazioni critiche (es. nascondere un
oggetto) per verificare la reazione del bambino. Metodo cruciale con bambini preverbali.

Stadio senso-motorio (0 – 18/24 mesi)

● Passaggio da un organismo “riflesso” ad uno “riflessivo”.
● Inizialmente la risposta del bambino alla realtà è di tipo sensoriale e motorio.
● Reagisce al presente immediato, non fa progetti, non si propone scopi
● La conoscenza del mondo deriva dai sensi e dalle azioni sugli oggetti.
● Non vi è una rappresentazione mentale interna degli oggetti, non possiede immagini mentali né parole manipolabili mentalmente (compaiono verso i 18 mesi).
● Suddiviso in 6 sotto-stadi.

Acquisizioni intorno ai 2 anni:

● Comparsa delle nozioni di permanenza dell’oggetto, spazio, tempo e causalità.
● Comparsa della rappresentazione.

Il bambino può agire in un ambiente in cui gli oggetti hanno un’esistenza fisica, spaziale e temporale propria e sono fonti autonome di causalità. Egli ricostruisce le cause quando sono presenti solo gli effetti e – viceversa – è in grado di prevedere gli effetti di un oggetto come fonte potenziale di azioni. Il bambino percepisce anche il proprio corpo come un oggetto in mezzo agli altri -> rappresenta se stesso e immagina i propri spostamenti nello spazio come se li vedesse dall’esterno.

Stadio preoperatorio (2/6-7 anni)

Il bambino è in grado di utilizzare i SIMBOLI: imitazione differita, gioco simbolico, linguaggio (schemi verbali per rappresentare la realtà).
● Le azioni mentali non sono ancora sistematiche e coordinate fra loro, viene considerato un solo aspetto alla volta del compito, non ci sono ancora le operazioni mentali (azioni interiorizzate).

Stadio operatorio (6/7-11 anni)

Il pensiero è organizzato in operazioni mentali
● Operazioni mentali: forme interiorizzate di azioni precedentemente sperimentate sul mondo fisico.
Sono caratterizzate dalla reversibilità: possibilità di annullare l’effetto di un’azione mentale
eseguendone un’altra. Il bambino capisce che una delle proprietà fondamentali delle azioni è che
possono essere disfatte o rovesciate, sia in senso fisico che mentale, e che si può tornare alla
situazione iniziale
● Le operazioni sono concrete -> vincolate a casi concreti e specifici di cui si fa esperienza diretta.
Riflettere su nozioni puramente astratte e ipotetiche non è ancora possibile
● Capacità di decentrarsi dal proprio punto di vista (superamento dell’egocentrismo)

Stadio formale (da 11 anni)

Pensiero al massimo livello in cui il soggetto riesce a condurre ragionamenti corretti senza la necessità di partire da un dato di esperienza e di verificare il ragionamento
attraverso un dato di esperienza ma opera su piano astratto
• La realtà non è più la fonte degli atti di conoscenza ma una delle manifestazioni del possibile. Può dunque pensare agli ideali, ai valori, al futuro.
• È in grado di compiere induzioni e deduzioni, cioè stabilire le regole appropriate tra fatti e regole generali
• “Marco è più alto di Paolo, Paolo è più alto di Andrea. Chi è il più alto?”
• Il bambino è in grado di sviluppare un ragionamento ipotetico-deduttivo, probabilistico
• Il bambino riesce a gestire concetti legati a: l’infinito, il luogo geometrico, l’algebra