L’ottimismo in un’intervista a Martin Seligman

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L’ottimismo in un’intervista a Martin Seligman

Martin Seligma è uno dei padri della psicologia positiva e ha contribuito alla diffusione degli studi sull’ottimismo e sulla felicità in un tempo in cui tutti si occupavano di dolore e tristezza.

Perché studiare e approfondire soltanto gli aspetti negativi dell’esistenza? Perché non focalizzarsi sulle ragioni che rendono le persone felici? Queste sono le domande che si è posto Seligman.

Mentre tutti noi ci domandiamo come mai le persone siano spesso tristi, ansiose e depresse Martin Seligman si è chiesto invece come fanno le persone ad essere felici e ottimiste.

Quando la psicologia attuale si concentrava sempre di più sulla tristezza, sull’ansia e sulle malattie mentali Martin Seligman ha deciso di dedicare il suo tempo e i suoi studi alla felicità e all’ottimismo. Secondo Seligman solo una parte della condizione umana riguarda il dolore ed è la metà che gli psicologi hanno approfondito, per ragioni puramente casuali grazie ai fondi che la psicologia ha ricevuto subito dopo la Seconda Guerra Mondiale.


In quel periodo storico la psicologia si concentrava sul dolore e sulla cura delle ferite e la psicologia si basa molto in tal senso. La psicologia, però, ha molto trascurato le ragioni per cui la vita è degna di essere vissuta. Perciò quando è diventato presidente dell’Associazione Americana di Psicologia ha approfondito la ricerca e la pratica per la cura del dolore e la costruzione del benessere vitale. La vita è degna di essere vissuta e le persone devono essere libere e non sofferenti. Guardando la mente da una prospettiva nuova e diversa si può partire da ciò che rende le persone serene e contente per capire come donare nuovo benessere e nuovo ottimismo.

In passato la psicologia positiva era considerata troppo semplicistica almeno in Italia. Per questo molti professionisti della salute mentale la ignoravano mentre esperti di crescita personale come anche i formatori la usavano. Così alcuni psicologi positivi decidono di riprendere questi studi di crescita personale per offrire qualcosa di più prezioso. Per Seligman la psicologia positiva doveva comunque avere alla sua base delle ricerche scientifiche e quindi è molto diversa dal pensiero positivo estemporaneo.

Esiste un grande numero di dati misurabili riguardanti il benessere e la costituzione del benessere che è soggetto a test controllati da controlli randomizzati. Quindi la psicologia positiva possiede lo stesso status epistemologico della psicologia della depressione e della schizofrenia. Quelli di Seligman sono studi scientifici che si sono basati sull’osservazione di casi reali e su ricerche scientifiche dal valore epistemologico. Non si tratta, quindi, di chiacchiere da caffè ma di un nuovo modo di guardare alla psicologia e al benessere delle persone.

Qual è la prima raccomandazione di Seligman per imparare l’ottimismo?

Il consiglio più importante e anche più semplice di Seligman deriva direttamente dalla psicologia cognitiva. L’essenza della terapia cognitiva è riconoscere subito i pensieri più catastrofici, pessimistici e irrealistici che diciamo a noi stessi. E quindi, distruggere questi pensieri attraverso le prove realistiche. Questo è il fulcro della psicologia positiva. E’ diversa dalla terapia cognitiva nel senso che non si ha a che fare con le persone depresse, bensì con persone normali che nutrono a loro volta le stesse distorsioni riguardo il loro futuro. Anche le persone definite “normali” possono avere pensieri distorti e irrealistici riguardo la propria vita e il proprio futuro. Perciò si identificano quei pensieri e quando sono irrealistici vengono trattati come se fossero suggeriti da una persona esterna la cui missione nella vita è quella di infliggere dolore. Così questi pensieri devono essere distrutti realisticamente.

La psicologia positiva ha lo scopo di renderti più flessibile e più realista nel modo in cui giudichi la realtà e usare tutto questo per eliminare i pensieri distorti e catastrofici. Pertanto le idee pessimistiche e deprimenti non costituiscono un ostacolo all’ottimismo perché sono esattamente quelle che vogliamo riconoscere al fine di raggiungere lo stato ottimista. L’ottimismo per Seligam non ha niente a che fare con l’ingenuità o l’irrazionalità. Seligman, infatti, considera queste caratteristiche come una caricatura dell’ottimismo. Questo di Seligman sembra essere un nuovo passo verso una nuova psicologia che non si sofferma più soltanto sulla malattia e sul dolore ma che va avanti studiando anche le cause della felicità.

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