Lo sviluppo dell’intelligenza secondo i grandi psicologi del nostro passato

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Lo sviluppo dell’intelligenza secondo i grandi psicologi del nostro passato

Lo psicologo svizzero Piaget considerava l’intelligenza come la forma di adattamento biologico più elevata..

Che cos’è l’intelligenza secondo Piaget?

L’intelligenza è uno strumento adattivo potente quando, nell’adulto, è pienamente sviluppata. Come si forma allora nel bambino l’intelligenza? Per rispondere a queste domande lo psicologo Piaget iniziò una collaborazione con l’istituto Alfred Binet di Parigi e con l’istituto J.J. Rousseau.

Per iniziare le loro ricerche gli studiosi si posero alcune domande:

  1. L’intelligenza è già tutta presente nel bambino e poi semplicemente si dispiega con la crescita?
  2. L’intelligenza è il risultato di una particolare interazione dell’organismo con l’ambiente?

L’ipotesi da cui partì Piaget fu quella che riguarda l’interazione dell’organismo con l’ambiente. Lo sviluppo dell’intelligenza, secondo lui, si verificherebbe nella forma di un equilibrio dinamico fra un processo di assimilazione dei dati dell’esperienza a schemi mentali già presenti nell’individuo in crescita, e un processo di accomodamento, ovvero di modificazione di tali schemi quando l’esperienza è troppo nuova e non si adatta ad essi.

La prima età studiata da Piaget fu quella fra i 4 e gli 8-9 anni. Piaget mise in evidenza che certi orientamenti del pensiero infantile come l’egocentrismo, il realismo, l’animismo ecc. intervengono a modellare sia l’uso che il bambino fa del linguaggio verbale sia le sue opinioni spontanee sul linguaggio stesso o sul mondo fisico e umano.

Questi primi studi sul pensiero infantile così come si manifesta, fra i 4 e i 9 anni, in forma verbale indussero Piaget a esplorare anche i primi 3 anni di vita per cogliere le prime fasi della formazione dell’intelligenza anche a un livello pre-verbale. Egli condusse osservazioni sistematiche sui suoi tre figli utilizzando un metodo che era osservativo ma anche quasi sperimentale. Le osservazioni erano spesso guidate da ipotesi e le condizioni in cui il bambino veniva posto erano spesso predisposte proprio in rapporto a tali ipotesi.

 

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