La teoria dell’intelligenza di Alfred Binet

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La teoria dell’intelligenza di Alfred Binet

Nel 1894 Alfred Binet (1857-1911) fondò la rivista “L’Année Psychologique” e l’anno dopo divenne titolare del laboratorio di psicologia fisiologica che era stato attrezzato con tutti gli strumenti utilizzati a Lipsia. Binet studiò l’intelligenza con il metodo dell’introspezione. Giunse a conclusioni analoghe a quelle degli psicologi della scuola di Wurzburg, per cui esisterebbe un pensiero senza immagini che non può essere colto con la sola introspezione.

Nel 1903 pubblicò il libro “Lo studio sperimentale dell’intelligenza”, in cui presentava una serie di test per studiare l’intelligenza. Secondo Binet quello che poteva essere analizzato era il rapporto tra un individuo e un altro e all’interno dello stesso individuo si potevano mettere in evidenza le relazioni che sussistono tra i diversi processi psichici e stabilire quali sono quelli determinati.

La scala metrica dell’intelligenza di Binet

Binet formulò una scala metrica dell’intelligenza che consisteva nella classificazione degli individui secondo la capacità dimostrata nel risolvere una serie di prove ai diversi livelli di età. Inoltre Binet distinse l’età cronologica dall’età mentale seguendo l’ipotesi di Galton per cui esiste una capacità generale relativa alle varie età dell’individuo.

Il lavoro di Binet ebbe maggiore influenza rispetto a quello di Galton. Binet, insieme a Simon, affermò che il pensiero intelligente comprende tre elementi:

  1. la direzione: consiste nel sapere cosa deve essere fatto e come può essere realizzato
  2. L’adattamento: si riferisce alla selezione e al monitoraggio della propria strategia durante lo svolgimento della prestazione
  3. il controllo: è la capacità di censurare i propri pensieri e le proprie azioni

L’influenza del lavoro di Binet è evidente ancora oggi dal momento che il tipo di item usati attualmente sono molto simili a quelli utilizzati da Binet. Il test Stanford-Binet Intelligence Scale-Fourth Edition deriva direttamente dalla scala di Binet.

Inoltre, Binet ha basato i suoi test su competenze che sono centrali nell’età scolastica, prestando meno attenzione alle competenze degli adulti. Benché i punteggi ai test d’intelligenza correlino sia con il livello scolastico sia con la prestazione lavorativa, la loro correlazione con il livello scolastico è sostanzialmente più alta. Un importante aspetto della teoria dell’intelligenza di Binet è che egli considerava l’intelligenza come malleabile, ovvero che poteva essere migliorata. Attualmente possiamo osservare che un certo numero di ricercatori sono interessati all’aumento del livello del funzionamento mentale e altri invece mettono in dubbio che il livello di intelligenza sia modificabile.

Binet reagì contro il detto “la stupidità dura sempre” e rimproverò gli insegnanti che non sono interessati agli studenti carenti in intelligenza. I bambini identificati dai test di Binet lo erano al fine di essere aiutati e non per essere indelebilmente etichettati. Binet aveva suggerimenti pedagogici e molti di questi furono seguiti.

 

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