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La NASCITA della letteratura italiana: le ORIGINI

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La NASCITA della letteratura italiana: le ORIGINI

Il latino scritto e il latino parlato

Durante l’epoca dell’Impero Romano c’erano due lingue: il latino scritto e il latino parlato, che erano molto diversi tra le varie città.

L’Impero Romano era molto vasto e fin quando esso resisteva la lingua ufficiale era il latino. Dopo la fine dell’Impero in ogni regione si sviluppa una lingua diversa, ovvero nascono le lingue neo-latine (lingue autonome).

L’Italia a quel tempo era ancora molto divisa e la prima lingua scritta ci fu nel 960 a.C., chiamata proto-italiano.

Il vulgus in letteratura italiana (la lingua del popolo)

La borghesia inizia a scrivere una sorta di italiano delle origini e la lingua era il vulgus (lingua del popolo) che era molto influenzata dal latino parlato.

Non si poteva ancora considerare una lingua della letteratura italiana, poiché si trattava di un volgare. Il latino, infatti, in Italia era vista come la lingua della cultura.

Intanto in Francia già si avevano delle prime forme di letteratura: il ciclo carolingio, il ciclo bretone e il ciclo classico. Al sud, in Provenza, si era sviluppata la poesia d’amore.

La prima forma di poesia in letteratura italiana

La prima forma di poesia fu quella di S. Francesco d’Assisi “il cantico dei cantici”, che era una lode a Dio.

San Francesco nacque nel 1182 ad Assisi ed era figlio di mercanti, si ammalò e si convertì, scrivendo così la sua opera più importante.

Abbiamo successivamente Iacopone da Todi che scriveva manifestazioni antiche popolari. La poesia dotta in Italia ancora non esisteva.

In Francia, intanto, nella città di Albi si diffuse un’eresia, ovvero una dottrina contraria alla chiesa Cattolica e il Papa organizzò una crociata contro Albi. La città venne rasa al suolo e tutti i poeti si trasferirono a Palermo.

A Palermo i poeti fondano la prima scuola di poesia Siciliana, la quale è la prima scuola poetica dotta e prende spunto dalla poesia della Provenza (francese).

Questa era una scuola aristocratica alla corte di Federico II di Svevia(1230-1266). Il 1266 è poi la data della sconfitta degli Svevi in Sicilia.

Il motivo della poesia Siciliana era un omaggio d’amore, prove d’amore dell’uomo che scriveva per la donna.

La forma metrica era il sonetto fino al 1900.

Nel 1266 i poeti siciliani scappano da Palermo poiché gli Svevi erano stati sconfitti e si trasferiscono in Toscana. In questo periodo storico nasce una scuola “di mezzo” tra la siciliana e il dolce stil novo.

L’amore era cortese, provenzale, aristocratico e si recitava nelle corti.

In Toscana la poesia diventa più borghese poiché al nord c’erano i comuni e le lotte politiche che al sud non c’erano.

La donna era la donna Angelo e veniva cantata nella più grande scuola poetica italiana: il Dolce Stilnovo.

La donna Angelo era una donna bella, luminosa, gioiosa, serena, ma non si tratta di un amore terreno. Questa donna era il mezzo attraverso cui l’uomo può giungere a Dio grazie alla poesia.

Il dolce stilnovo è uno stile nuovo, armonioso, musicale, dolce dal punto di vista linguistico. La donna con il saluto ricambia l’amore, accetta e vuole essere amata e cantata.

Guinizzelli e Cavalcanti: due poeti della letteratura italiana

Abbiamo in questo periodo due poeti: Guido Guinizzelli e Guido Cavalcanti.

Guido Guinizzelli è bolognese, borghese, poeta completo, caratterizzato dal tormento umano, passionale.

Ma la poesia del 300 non era solo lo Stilnovo e in quel periodo si diffondeva anche la poesia Comica con Cecco Angiolieri. Egli non era popolare ma dotto e parlava in modo provocatorio della donna terrena, ridicolizzava la donna angelo.

Cecco Angiolieri scrive “Se fossi foco” in cui ridicolizza il Papa, l’imperatore, la donna e fonda una scuola Ironica.

 

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Pubblicato da Silvana Santospirito

Amante della scrittura e della psicologia; animalista che crede fortemente nei diritti di tutti gli esseri viventi; amante anche della musica, in particolare del pianoforte. Laureata in scienze dell'educazione e della formazione e laureanda in scienze pedagogiche. Spero di trasmettere positività e buon umore attraverso gli articoli di questo blog.

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