Il complesso di Telemaco di Recalcati

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Il complesso di Telemaco di Recalcati

Il complesso di Telemaco di Massimo Recalcati è un nuovo disagio della giovinezza in cui a mancare è proprio la figura paterna. I padri sono diventati i compagni di giochi dei loro figli e si è rovesciato il complesso di edipo Freudiano.

Nel complesso di Telemaco si è eclissata la figura paterna, mentre in quello di Edipo la figura paterna era odiata tanto da innescare desideri di uccisione del padre per possedere sessualmente la madre. Ormai questo complesso edipico secondo Recalcati è stato superato. Il complesso edipico ha lasciato il posto a quello di Telemaco. L’autorità simbolica del padre ha ormai perso peso. I padri sono sempre più distanti dai figli e incapaci di dare un’educazione.

Recalcati si interroga su ciò che resta del padre, della figura paterna essenziale per i giovani figli. Il giovane cerca il padre, cerca il suo ritorno e ha bisogno di un padre. Telemaco è quindi l’icona simbolica di un figlio alla ricerca della sua figura paterna perduta. Quello che denuncia Massimo Recalcati è la mancanza di eredità per i figli che sono completamente privi di ogni eredità paterna e familiare.

Il padre è il simbolo della legge e la sua parola è il simbolo di una legge che umanizza la vita separandola da quella animale. Il padre agisce come portatore della legge che proibisce il godimento incestuoso. In più il padre è visto come colui che offre in eredità il senso della legge non come castigo ma come possibilità della libertà, come fondamento del desiderio.

La legge del padre è un supporto al desiderio, è una legge umanizzata. Lacan affermava in questo senso che il padre è colui che sa unire il desiderio alla legge. Il padre è una testimonianza e dovrebbe essere colui che attraverso la sua esistenza dà un senso al mondo del figlio. Più precisamente il padre testimonia che è possibile dare un senso al mondo.

La presenza sempre più forte di disagi psichici come depressione, tossicomania, bulimie, dipendenze patologiche, anoressia sono la dimostrazione di una crisi profonda del processo della filiazione simbolica. La vita appare come priva di senso e il senso cede di fronte al godimento mortale come nuova forma perversa della legge.

In particolare il diffondersi della patologia della depressione nelle nuove generazioni ci dimostra come vi sia questa sostanziale mancanza del desiderio che si aggancia sempre di più ad un godimento “mortale” e privo di senso. La vita umana non può essere semplice soddisfacimento dei bisogni e deve avere alla base il senso dello stare al mondo e del desiderio.

I padre, quindi, sono sempre più assenti e sempre più assente è la loro parola, la loro legge. La legge non è intesa da Recalcati come qualcosa di severo e limitante ma come una testimonianza, come una guida. Le nuove generazioni si ritrovano così prive di una guida, di una eredità. Da qui scaturiscono tutta una serie di problematiche complesse di natura psichica. L’assenza del padre, infatti, è anche l’assenza di un desiderio sano e appagante. I figli si ritrovano così a non sentirsi appagati nel mondo e non trovano un significato della propria vita. Inoltre, ad essere limitata è anche la vera libertà che trova proprio nel “limite” il suo significato.

La mancanza di significato e la mancanza di senso sono fortemente diffusi nella mente delle nuove generazioni che si trovano così smarrite. Lo smarrimento e la mancanza di eredità provoca non poca sofferenza e insoddisfazione così da portare i giovani a cadere nelle trappole delle dipendenze, dell’anoressia, della depressione, dell’angoscia. Il pensiero di Recalcati fa molto riflettere e diffondere queste parole può essere una speranza per risvegliare le coscienze e far riemergere quel senso di responsabilità ormai perduto.

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