Le cose essenziali sulla psicologia dello sviluppo

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Che cos’è la psicologia dello sviluppo e cosa studia

Che cos’è lo sviluppo psicologico

Il cuore dello sviluppo è il cambiamento nel corso del tempo, un cambiamento non casuale, né temporaneo o facilmente reversibile. Lo sviluppo non è considerato solo come acquisizione di abilità, ma anche come perdita e si riferisce ad ogni età della vita e a tutti i tipi di cambiamento;

Una definizione

per darne una definizione possiamo affermare che lo sviluppo è “il processo di cambiamento associato all’età che caratterizza tutti gli essere umani dal concepimento alla morte”.

La psicologia dello sviluppo

 La psicologia dello sviluppo può essere definita come la disciplina che studia i cambiamenti che avvengono nell’essere umano sia a livello fisico che a livello psicologico nelle diverse fasi della vita.

Le principali domande che si pone la psicologia dello sviluppo sono: qual è la natura del cambiamento che caratterizza lo sviluppo? Quali processi causano questo cambiamento?

Si tratta di un cambiamento continuo e graduale o viceversa discontinuo e improvviso?[3] Per rispondere a queste domande possiamo rifarci ai principali approcci teorici allo studio dello sviluppo che sono: l’approccio comportamentistico, l’approccio organismico, l’approccio psicoanalitico.

i diversi approcci allo studio della psicologia dello sviluppo

Secondo l’approccio comportamentistico l’organismo è docile e plasmabile, possiede una capacità illimitata di apprendimento, il cambiamento è prodotto da cause ambientali ed il metodo ottimale è la sperimentazione e l’osservazione col massimo di controllo.

Secondo l’approccio organismico l’organismo è attivo e si autorganizza, il cambiamento è la caratteristica primaria del comportamento, il cambiamento è guidato da leggi regolative e risponde a principi organizzativi intrinseci ed il metodo ottimale è la sperimentazione e l’osservazione con un grado moderato di controllo.

Secondo l’approccio psicoanalitico l’organismo è simbolico e determinato dalla sua storia personale, il cambiamento è l’esito di conflitti interni, lo sviluppo è un cambiamento qualitativo e procede secondo stadi, il metodo ottimale è l’osservazione col minimo di controllo e l’osservazione della relazione osservatore-osservato.

Per quanto riguarda invece gli studi sullo sviluppo cognitivo, possiamo individuare tre prospettive fondamentali che sono: il maturazionismo, il comportamentismo ed il costruttivismo.

Secondo il maturazionismo la maturazione è il meccanismo che regola la comparsa delle nuove abilità, lo sviluppo dovuto alla maturazione è indipendente dalla pratica e dall’esercizio, sia le sequenze di maturazione comuni a tutti gli individui sia le differenze tra individui (per esempio nell’intelligenza e nel temperamento) sono influenzate dall’ereditarietà.

Secondo il comportamentismo l’individuo è plasmato dall’ambiente, lo sviluppo viene ridotto al più semplice processo dell’apprendimento, i meccanismi dell’apprendimento operano allo stesso modo nell’intero ciclo vitale, il comportamento complesso non è che un insieme di comportamenti semplici o elementari (riduzionismo), un meccanismo esplicativo generale (per esempio il condizionamento operante) va preferito ad un meccanismo che spiega una gamma ristretta di fenomeni (parsimonia).

Secondo il costruttivismo l’individuo costruisce attivamente la propria conoscenza, vi è un’interazione bidirezionale tra individuo e ambiente grazie alla quale giungono a coordinarsi, il pensiero infantile è qualitativamente diverso dal pensiero adulto, lo sviluppo cognitivo consiste in una serie di trasformazioni, ciascuna delle quali riflette un migliore equilibrio tra individuo e ambiente e gli stadi dello sviluppo cognitivo compaiono secondo una sequenza invariante e universale.

i modelli di indagine della psicologia dello sviluppo

Per quanto riguarda i metodi di indagine più adeguati allo studio dello sviluppo, possiamo individuare i due disegni di ricerca più utilizzati per raccogliere informazioni sugli individui in diversi momenti del loro sviluppo: disegni di ricerca longitudinali e disegni di ricerca trasversali.

Nel disegno di ricerca longitudinale lo stesso gruppo di individui viene osservato e valutato per un periodo più o meno lungo di tempo, di solito alcuni anni, mentre nel disegno di ricerca trasversale gruppi di individui di età diversa vengono confrontati nello stesso momento temporale.

I due metodi di ricerca più utilizzati invece sono l’esperimento e l’osservazione. L’esperimento è un metodo di ricerca in cui il ricercatore interviene attivamente, ovvero non si limita ad osservare un fenomeno presente nell’ambiente naturale, ma lo modifica o addirittura lo produce intenzionalmente.

Nell’esperimento il ricercatore predispone una situazione in cui sono note le variabili, manipola sistematicamente una o più di queste variabili e rileva se la modificazione influenza in qualche modo il comportamento indagato. L’osservazione è invece un metodo di ricerca che implica il selezionare un fenomeno degno di interesse e raccogliere informazioni su di esso nel modo più completo e accurato.

Possiamo distinguere tra due forme di osservazione: osservazione naturalistica in cui il ricercatore sceglie di esercitare un minimo grado di controllo sul proprio oggetto di studio e osservazione controllata in cui il ricercatore sceglie di esercitare un grado medio o massimo di controllo sulle condizioni in cui osserva e fornisce stimoli per evocare il comportamento che intende studiare.

Un altro metodo anch’esso molto valido è quello delle interviste e dei questionari. Le interviste e i questionari possono essere utilizzati sia per interrogare i bambini sulle proprio idee, esperienze e motivazioni, sia per interrogare gli adulti (genitori, insegnanti, operatori) sul comportamento, le capacità e la personalità dei bambini con cui sono in diretto contatto.

Nell’intervista e nel questionario le domande possono richiedere una semplice risposta si/no, vero/falso (domande chiuse) oppure richiedere una risposta estesa ed articolata (domande aperte). Il metodo prescelto dipende sia dal comportamento o fenomeno che si vuole indagare, sia dagli obiettivi che si pone la ricerca.

 

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Silvana Santospirito

Pedagogista, educatrice professionale. Appassionata di cultura generale e aggiornamento. Scrivo per pensare e penso per scrivere, così vengono fuori i miei articoli. La scrittura è espressione dell'anima. Esprimersi sempre, reprimersi mai.

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