Cose da considerare sul nostro rapporto con [l’ignoto]

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Cose da considerare sul nostro rapporto con [l’ignoto]

Il NOSTRO rapporto con l’IGNOTO

Cosa intendiamo con ignoto?

L’ignoto è quella parte che ci abita e che ogni tanto ci lancia dei segnali che noi possiamo percepire come positivi oppure negativi. Quando i segnali sono negativi possiamo vederli come sintomi, quando invece sono positivi possiamo percepire la gioia e il benessere. Cos’è questo ignoto? La psicoanalisi risponderebbe che questo ignoto è l’inconscio. Ma qui non ci addentriamo nel merito della psicoanalisi. Piuttosto consideriamo l’ignoto come qualcosa di nascosto che lascia dei segni.

Tutti abbiamo qualcosa a cui non piace pensare o ricordare. Tutti quei pensieri e quei ricordi quando non sono piacevoli ci provocano una sensazione di angoscia. Cosa fare quando questo malessere ci assale? Proviamo ad abbracciare queste emozioni, proviamo ad abbracciarci. Soltanto accogliendo anche il negativo che vive in noi possiamo fare pace con quella parte oscura e ignota di noi. Quando noi ci troviamo nello stato dell’accettazione avviene una comunione tra le parti che ci compongono. Ricomporre i pezzi e sentirsi compensati è un obiettivo non da tutti.

l'ignoto.

Obiettivi che tutti possono raggiungere, con calma e pazienza

E’ un obiettivo non semplice ma tutti possono provarci. Accogliere, accettare, abbracciare sono parole magiche. In alcuni casi sembra quasi che avvenga un incantesimo, quando ritroviamo finalmente quei pezzi dimenticati di noi. Accettare noi stessi e la nostra vita è una tappa fondamentale per evolvere. Se non c’è un’accettazione non possiamo evolverci e crescere. Tutte le fasi di crescita personale ed emotiva passano per queste tappe: accettare, abbracciare, accogliere. Sono parole bellissime che ci danno la sensazione di un abbraccio.

Il primo abbraccio e quello fondamentale è quello che diamo a noi stessi, poi tutti gli altri abbracci verranno di conseguenza. Dobbiamo avere il coraggio di posare le mani incrociate sulle nostre spalle e accoglierci. Dobbiamo nutrire fiducia, avere speranza e pazienza verso di noi. Essere pazienti è fondamentale perché solo la pazienza dà i suoi frutti più dolci. Dobbiamo accettare l’ignoto per poterlo conoscere. Quando ci viene a trovare una sensazione spiacevole proviamo a farla entrare. Apriamo la porta a quella sensazione e guardiamola.

Guardiamo le emozioni che arrivano difronte a noi e proviamo a definirle. Proviamo a rimanere nel presente e dare una spiegazione a quell’emozione, bella o cattiva che sia. Anche le energie negative possono trasformarsi e in quella trasformazione l’ignoto può diventare conosciuto. La mente è affascinante e l’anima lo è ancora di più. L’anima ferita ha bisogno di carezze e l’anima arrabbiata ha bisogno di pace e silenzio. Ascoltiamo i bisogni della nostra anima e avremo un nuovo risveglio.

il risveglio più importante e il passaggio dall’ignoto alla luce

Il più bel risveglio è quello che proviene dall’ignoto e tutto ci sembrerà più chiaro. Guardiamo in faccia alle nostre paure per affrontarle e superarle. Ci sembrano a volte insormontabili ma un pizzico di riflessione ci farà raggiungere la consapevolezza che forse non è così impossibile superare i nostri timori. Il nostro spirito possiede capacità e energie che neanche immaginiamo e un presente infausto non deve negarci la possibilità di un futuro migliore. Tutto dipende da come vogliamo guardare le cose che ci accadono, da quale punto di vista e da quale prospettiva. Una PROSPETTIVA nuova per stare MEGLIO

Possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno oppure mezzo vuoto, è solo una questione di scelte. Possiamo scegliere di apprezzare le piccole cose oppure se darle per scontate, se guardare le stelle oppure il dito che le indica, se sorridere alla vita oppure darle una connotazione negativa. Certo, gli eventi esterni giocano la loro parte ma la partita decisiva è quella che noi giochiamo con noi stessi. Possiamo scegliere di vincere tutte le nostre paure e fare quel salto decisivo che ci porta verso la vittoria.

l'ignoto.

L’amore NON è una prigione mai

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