Che cos’è l’autosabotaggio e perché lo facciamo

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Che cos’è l’autosabotaggio e perché lo facciamo

L’autosabotaggio consiste nell’anticipazione, attraverso espressioni verbali o comportamenti precedenti all’esecuzione del compito, di ostacoli (reali o presunti) alla prestazione.

L’autosabotaggio è una bassa percezione di abilità. Si tratta, quindi, di una preoccupazione circa l’immagine di sé. Questo tipo di preoccupazioni permeano la vita quotidiana degli esseri umani. Purtroppo troppo spesso abbiamo pensieri negativi su noi stessi e pensiamo di non poter riuscire in qualcosa di specifico. Frasi del tipo “non sono all’altezza”, “non posso farcela”, “altri riescono meglio di me”, “non sono in grado di svolgere quel compito” ecc. sono tutte frasi di “autosabotaggio”.

L’autosabotaggio, quindi, consiste nell’anticipare una sorta di sconfitta. Ancora prima di provare noi crediamo di fallire. Si tratta sicuramente di una percezione, di un’anticipazione dovuta a una scarsa percezione di sé. Alla perché ci autosabotiamo? La risposta potrebbe essere che noi non abbiamo una buona percezione delle nostre abilità e le svalutiamo. Non crediamo di potercela fare quando in realtà non ci abbiamo mai provato; in sintesi abbiamo una scarsa autostima. Non sentiamo di essere sufficientemente accettati dagli altri in alcuni contesti. Inoltre, non abbiamo ben chiare e non riusciamo a definire correttamente le nostre abilità.

Molto spesso mettiamo in atto un’ansia anticipatoria che non ci fa vedere in maniera corretta la realtà dei fatti. Così la soluzione sarebbe innanzitutto provare a metterci alla prova almeno una volta in un certo compito. In più, una seconda soluzione sarebbe quella di lavorare sulla propria autostima. Molto spesso capita di avere una percezione di sé stessi erronea. Così cadiamo nella trappola dell’autosabotaggio.

Un ulteriore dato da considerare è quello della “presentazione del sé”. Noi tutti esseri umani ci concentriamo molto su come ci presentiamo nelle nostre relazioni interpersonali. Per esempio, facciamo molta attenzione a come gli altri ci percepiscono. Può succedere che una persona abbia un eccessivo bisogno di sentirsi valorizzata e riconosciuta con un’immagine positiva. Tuttavia, come affermano Mazzoleni e Facioli (2006) non si può trascurare “la portata narcisistica e difensiva che la presentazione di sé riveste: il soggetto ha continuamente bisogno di sentirsi valorizzato e riconosciuto con un’immagine positiva, esigenza che lo conduce a manipolare in modo strategico le informazioni che di sé veicola circa le sue competenze, la sua gradevolezza, il suo valore”. 

Dopo questo breve excursus di natura scientifica direi che è il caso di riflettere e lavorare sulla reale percezione che abbiamo di noi stessi. Un tono dell’umore più alto sicuramente aiuta ad avere una migliore percezione di sé e una migliore autostima. Purtroppo quando ci sentiamo giù di morale talvolta i pensieri negativi ci travolgono e abbiamo una percezione distorta della realtà. Se impariamo a rilassarci e a ritagliare dei momenti positivi e divertenti che ci distendono riusciremo a vedere anche meglio il mondo attorno. Così impareremo ad avere anche una percezione migliore di noi e eviteremo così di autosabotarci. Provare è una soluzione per credere di più nelle nostre capacità e sicuramente riusciremo a superare le prove che tanto temevamo.

Ognuno desidera che la vita sia semplice, sicura e senza ostacoli; ecco perché i problemi sono tabù. L’uomo vuole certezze e non dubbi, risultati e non esperienze, senza accorgersi che le certezze non possono provenire che dai dubbi e i risultati dalle esperienze. (Carl Gustav Jung)

ECCO UN LIBRO CHE PUO’ ESSERE DI AIUTO PER SBLOCCARE LE TUE QUALITA’ E SMETTERE DI FARE AUTOSABOTAGGIO:

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Silvana Santospirito

Pedagogista, educatrice professionale. Appassionata di cultura generale e aggiornamento. Scrivo per pensare e penso per scrivere, così vengono fuori i miei articoli. La scrittura è espressione dell'anima. Esprimersi sempre, reprimersi mai.

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