Carl Gustav Jung e il transfert: un concetto in evoluzione

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Carl Gustav Jung e il Transfert: un concetto in evoluzione

Il termine Transfert, parola francese, vuol dire traslazione e rappresenta un concetto clinico di difficile definizione, appartenente alla psicoanalisi. La parola  Transfert ha, infatti, subito numerosi cambiamenti di significato.

L’enciclopedia della psicoanalisi dà una definizione della parola Transfert che è la seguente: “il processo con cui desideri inconsci si attualizzano su determinati oggetti nell’ambito di una determinata relazione stabilita con essi e soprattutto nell’ambito della relazione analitica. Si tratta della ripetizione di prototipi infantili che è vissuta con un forte senso di attualità. E’ per lo più il “transfert nella cura” che gli psicoanalisti chiamano transfert, senza altra qualificazione. Il transfert è tradizionalmente riconosciuto come il terreno in cui si svolge la problematica di una cura psicoanalitica, la sua impostazione, le sue modalità, la sua interpretazione e la sua risoluzione..”. 

Per comprendere in sintesi il significato della parola Transfert possiamo riassumerlo in alcuni punti:

  • descrive il processo tramite il quale un individuo trasferisce sull’analista e sulle altre persone esperienze, atteggiamenti e sentimenti che appartengono al passato e che ha di frequente sperimentato nelle relazioni precedenti con le figure più importanti.
  • include tutti gli aspetti inconsci della relazione analitica compresa la comunicazione non verbale.
  • comprende i concetti di alleanza di trattamento o alleanza terapeutica.
  • il suo sviluppo può essere ostacolato dall’insorgere di una specifica resistenza o il Transfert stesso può diventare la resistenza alla risoluzione del conflitto soggiacente.
  • il transfert può essere una “sonda” della realtà relazionale..

La parola transfert non è di facile comprensione ma per dirlo con parole semplici indica “il trasferimento sulla persona dell’analista o su altre persone esterne di sentimenti, atteggiamenti, emozioni, sensazioni che appartengono ad un mondo lontano, ovvero alla vita infantile. Tutto questo è un concetto ovviamente molto legato alla psicologia inconscia. Secondo Jung per produrre il fenomeno del Transfert non ci si può servire soltanto della ragione e della volontà ma bisogna risalire ai vissuti inconsci e, in un certo senso, irrazionali dell’individuo.

Jung ha anche formulato una teoria a riguardo, ovvero la teoria dell’alchimia secondo cui gli individui fanno una proiezione dei contenuti inconsci su altre persone, ossia degli archetipi che si manifestano nei sogni, nelle fantasie, nelle visioni, nelle favole, nei miti che appartengono agli uomini di ogni epoca e cultura.


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